La passione per osare, l’esperienza per riuscirci.
E’ sulla base di questi due punti di forza – la passione e l’esperienza – che ho deciso di presentare la mia candidatura alle primarie di Torino per la scelta dei parlamentari del Partito Democratico. Dopo due anni da ministro del Lavoro e quasi cinque da capogruppo Pd alla Commissione lavoro della Camera, chiedo che mi sia rinnovata la fiducia per portare a compimento quei progetti – dalla lotta alla precarietà a una più equa e moderna disciplina delle pensioni, da nuove regole sulla rappresentanza e la rappresentatività sindacale a iniziative a sostegno dell’occupazione, soprattutto dei giovani e delle donne – che sono ancora in cammino.
Abbiamo alle spalle anni difficili e difficili saranno anche gli anni a venire. Dopo i disastri di Berlusconi, il governo Monti ha avuto il merito di mettere in sicurezza i conti pubblici e di far riconquistare all’Italia il ruolo e il prestigio perduti in campo internazionale, anche se ha ecceduto nella strada del rigore.
Adesso occorre cambiare rotta, perché i sacrifici che gli italiani sono stati chiamati a sostenere non devono essere vanificati dalla mancanza di concrete prospettive di sviluppo.
Sono necessarie politiche che rompano la spirale recessiva e diano impulso allo sviluppo economico e produttivo e ritrovino la strada dell’equità sociale. Servono scelte che favoriscano la crescita – quantitativa e qualitativa – dell’occupazione; abbiamo bisogno di governanti che, con la loro opera quotidiana, siano in grado di restituire fiducia ai cittadini.
In questi cinque anni sono stato promotore di iniziative – in alcuni casi di vere e proprie battaglie – a difesa dei lavoratori, dei pensionati, dei precari, dei cassintegrati.
- Mi sono battuto, in Commissione Lavoro e in Aula, per garantire con proposte e provvedimenti di legge una copertura previdenziale alle decine di migliaia di lavoratori (fra di essi i cosiddetti esodati) che, a causa della riforma Fornero, rischiavano (e in buon numero ancora rischiano) di restare senza lavoro, senza ammortizzatori sociali e senza pensione.
- Sono stato promotore di iniziative legislative e parlamentari per sbloccare la situazione degli oltre 70mila vincitori di concorso pubblico, per lo più giovani, che non hanno ottenuto il posto di lavoro, conquistato con merito e fatica, a causa delle politiche restrittive per le assunzioni nella pubblica amministrazione.
- In materia previdenziale, contro le rigidità introdotte dai governi Berlusconi e Monti, ho proposto un disegno di legge per introdurre una scelta flessibile nell’uscita dal lavoro verso la pensione. Sono fautore dellanecessità di un’azione di revisione, nel segno di una maggiore equità, della riforma Fornero.
- Sono promotore di un “Pacchetto giovani” finalizzato alla riduzione della precarietà del lavoro attraverso agevolazioni per la conversione dei rapporti di collaborazione a tempo determinato in contratti di lavoro stabili, alla promozione dell’auto imprenditorialità giovanile (e femminile), alla regolamentazione del tirocinio formativo, dello stage e della pratica professionale (anche mettendo fine alla loro gratuità) e alla costruzione – anche attraverso un’effettiva totalizzazione contributiva – di una futura, dignitosa, rendita pensionistica.
- Sono estensore di uno Statuto dei lavori autonomi avente come punticardinela semplificazione per l’avvio dell’attività, l’agevolazione fiscale per i giovani fino a 35 anni e i disoccupati di lunga durata, la promozione di servizi pubblici di consulenza e la tutela del reddito in situazioni di crisi e di inoccupazione.
- Mi sono battuto (con successo) perché venisse finalmente portata a conclusione la vicenda dell’anticipazione dell’età del pensionamento per i lavoratori impiegati in lavori usuranti.
Iniziative e proposte con un solo obiettivo e un denominatore comune: favorire l’occupazione, difendere e promuovere la dignità e la qualità del lavoro.
E’ da qui che vi chiedo la fiducia per ripartire.
Cesare Damiano
(AGI) – Roma, 24 giu. – “Purtroppo, anche oggi, due lavoratori sono stati gravemente feriti in una esplosione ed un operaio e’ deceduto perche’ investito da un Tir. Questo avviene nel giorno in cui l’Inail pubblica i dati relativi agli incidenti sul lavoro che, per fortuna, indicano un trend di diminuzione. Nel 2007 si era gia’ registrato un decremento del 10% di morti sul lavoro, passati dai 1341 del 2006 ai 1207 del 2007. Nel 2008 gli infortuni mortali sono stati 1120 con una diminuzione del 7% rispetto all’anno precedente. Si tratta di un passo avanti, ma non ancora sufficiente, perche’ bisogna allineare i nostri dati alle richieste di miglioramento che ci provengono dall’Europa. Questo risultato e’ anche il frutto delle normative varate dal governo Prodi contro il lavoro nero e per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e della costante azione di moral suasion esercitata dal Presidente della Repubblica, che hanno favorito la crescita di una cultura della sicurezza e della prevenzione. Per questo il decreto 81, che verra’ definitivamente varato dal governo entro l’estate, non deve essere depotenziato nei suoi contenuti fondamentali. Ci auguriamo che l’esecutivo, come suggerito dalla commissione lavoro della Camera, faccia marcia indietro su temi fondamentali come la certificazione, la responsabilita’ dell’impresa e il valore del documento di rischio che rappresenta un atto sostanziale e non formale per la salvaguardia della sicurezza. Anche quest’anno, siamo costretti a rispondere a Castelli sugli incidenti in itinere: bisogna distinguere quelli relativi al percorso casa lavoro casa da quelli che si riferiscono ad esempio al settore degli autotrasporti. I primi non rappresentano la maggioranza degli infortuni ma un quarto del totale. Nel 2008 hanno fatto registrare una diminuzione, con 276 casi a fronte dei 304 dell’anno precedente”. Lo dichiara Cesare Damiano, responsabile lavoro del PD, uno dei padri del decreto 81.
Condividiamo la dichiarazione del Presidente della Repubblica Napolitano che oggi ha auspicato una riscrittura delle norme sui manager che nella attuale versione si presterebbero ad interpretazioni ambigue.Ancora una volta dimostra la sua attenzione ad un tema delicato come quello della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro.





