Bisogna fare attenzione a non lanciare messaggi fuorvianti sul superamento della crisi. Guai a sottovalutare il fatto che il problema occupazionale tocchera’ la sua fase piu’ acuta nei prossimi mesi, creando una situazione di forte tensione sociale. Del resto, i dati di Bankitalia confermano l’aumento di cassa integrazione e disoccupazione, mentre alcuni nodi verranno al pettine: si e’ esaurita la fase di contenimento della crisi attraverso le casse in deroga che, per altro, il governo non ha rifinanziato nella gran parte delle regioni; si sta esaurendo il risparmio delle generazione over 60 attualmente in pensione che ha finanziato, con una forma di welfare familiare, i figli in cassa integrazione a 750 euro al mese e i nipoti, lavoratori a progetto, che sono stati licenziati; l’aumento del lavoro nero, che e’ diventato un ammortizzatore sociale occulto, non potra’ eccedere i limiti di tollerabilita’ ormai raggiunti.Se aggiungiamo che la cassa integrazione ordinaria e’ vicina a esaurirsi in settori fondamentali e strategici, avremo un salto di qualita’ negativo nella situazione economica e sociale. Non guardare in faccia a questa realta’ significa assumersi una grave responsabilita’ di fronte al Paese





