La protesta dell’Anci è del tutto condivisibile e va sostenuta. Siamo in una situazione assurda che vede l’impossibilità, da parte degli Enti locali, di impiegare le risorse risparmiate grazie alla buona amministrazione. Occorre spezzare questo circuito perverso dominato da una logica di austerità irragionevole e dannosa per tornare a investire. Se vogliamo ridare fiato all’occupazione e alla ripresa, occorre smobilizzare le risorse congelate da un patto di stabilità fasullo. Si aprano in Italia migliaia di piccoli cantieri per le infrastrutture locali e la messa in sicurezza degli edifici pubblici: da qui ripartono occupazione e consumi. Il parlamento si muova subito in sintonia con le richieste dell’Anci prima che la crisi economica diventi travolgente e incontrollabile.





