Lavoro: Alfano faccia tosta, da Ncd nessuna novità

Alfano dimostra una notevole faccia tosta quando accusa il PD di avere idee del ‘900 in tema di lavoro, anche perchè quelle presentate oggi dal Nuovo Centro Destra non rappresentano alcuna novità. Si tratta di una stanca riedizione di proposte che Berlusconi ha cercato di sperimentare nel suo ultimo decennio di Governo, la gran parte delle quali non ha palesemente funzionato. L’attuale situazione, tragica, del mercato del lavoro non può essere comodamente addebitata alla sola riforma del Governo Monti che è in vigore da poco più di un anno: essa è soprattutto il frutto della controriforma del mercato del lavoro voluta dal centrodestra che ha favorito l’aumento della precarietà e non ha prodotto occupazione, in assenza di stimoli allo sviluppo e di indirizzi di politica industriale. La filosofia liberista che la “nuova” proposta sottende è sempre la stessa: superare l’articolo 18; indebolire ulteriormente il contratto nazionale con lo spostamento del baricentro degli accordi a livello di impresa o di territorio o, addirittura, individuale (vorrei ricordare che soltanto due settimane fa Alfano aveva chiesto di cancellare il contratto nazionale); incentivare il salario di produttività in un momento nel quale non vengono stipulati accordi aziendali, mentre quelle stesse risorse andrebbero più saggiamente utilizzate per diminuire la pressione fiscale sulle buste paga di tutti i lavoratori.