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“Sì”, il decreto Poletti è una misura che aumenterà il precariato, “aggiungo che non condivido il dogma secondo il quale se un decreto è del governo lo dobbiamo approvare a scatola chiusa. Il lavoro parlamentare può aggiustare, correggere, cancellare. A mio avviso 3 anni con 8 rinnovi e senza alcuna causale sono francamente troppi”. Lo dice al Manifesto, Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera. “Segnalo un altro punto – aggiunge Damiano -: se mettiamo a disposizione delle imprese questo nuovo contratto a termine e un apprendistato che non fissa più alcuna percentuale di stabilizzazione, mi domando a che cosa serve una delega che contiene l’istituzione di un contratto di inserimento a tutele crescenti. Con questa “liberalizzazione” dei contratti, quello di inserimento e’ bello che morto, perché non converrebbe alle imprese”. “Non rinuncerei – avverte Damiano – comunque al principio secondo cui la buona flessibilità, anche attraverso un lungo periodo di prova che dura fino a tre anni, mantenga l’obiettivo di una conversione nel tempo indeterminato, anche incentivato. Altrimenti condanniamo le giovani generazioni alla precarietà in eterno”.
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