”Sì a modifiche, no a stravolgimenti”. E’ il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a sintetizzare così, con l’Adnkronos, le proprie aspettative sul dibattito parlamentare che attende il dl sul lavoro. Un dibattito che si preannuncia caldo per le forti critiche già espresse sulle norme che innovano i contratti di lavoro a termine arrivate da numerosi esponenti del Pd, a cominciare dal presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano e che si sommano a quelle ribadite ancora ieri dalla Cgil. Critiche che però non preoccupano il ministro. ”Penso ad una buona discussione, ad una riflessione sul merito perché credo che la sostanza del dl sia sicuramente accettabile e quindi approvabile da parte delle Commissioni parlamentari. Io però non ho una visione integralista delle cose e dico che sono pronto ad una correzione se mi convinceranno nel merito che ci sono aspetti particolari del provvedimento che non funzionano. In quel caso, il Parlamento farà bene la propria parte”, dice, ribadendo comunque la propria convinzione ”sulla bontà del lavoro svolto”. ”Nessuna preoccupazione”, dunque, dall’imminente avvio dell’iter parlamentare ne’, al momento, nessuna previsione su un’eventuale exit strategy con cui fronteggiare opposizioni intransigenti. ”Non esiste. Qui si tratta di un normale iter parlamentare che verrà fatto nella dialettica ordinata che ci deve essere tra governo e parlamento”, spiega, rispondendo sull’eventualità di ricorrere, come estrema possibilità, al voto di fiducia. ”Noi vogliamo riflettere sul merito, sul testo che abbiamo depositato e che riconfermiamo… poi la discussione si farà”.
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