dl Lavoro: per contratti termine proroghe ridotte a 5

 E’ battaglia all’interno della maggioranza sui contratti a termine. La commissione Lavoro della Camera ha approvato un emendamento del Pd che riduce il numero massimo ammesso di rinnovi dei contratti a termine nei 36 mesi dagli otto proposti dal governo a 5. Sul punto tuttavia il Ncd ha annunciato battaglia. “Alla prima prova da sforzo sul lavoro il Pd non ha tenuto perche’ ha concorso a togliere alcune regole con il decreto legge e subito dopo in Parlamento ne ha volute ripristinare una parte significativa. Sara’ necessario quindi un chiarimento politico sulla lealta’ parlamentare del Partito democratico agli atti di governo”, afferma Maurizio Sacconi, capogruppo al Senato di Ncd. Dal canto suo il presidente della commissione Lavoro, Cesare Damiano spiega che “l’esame del provvedimento si e’ concluso ieri sera e siamo in attesa del parere delle altre commissioni le correzioni che sono state approvate consentono di migliorare il testo senza un suo stravolgimento”. In particolare le modifiche riguardano: il numero di proroghe per il contratto a termine che passano da otto a cinque nell’arco dei 36 mesi; la conferma e l’ampliamento del diritto di precedenza per i lavoratori e lavoratrici in maternita’ con contratto a termine per quanto riguarda le future assunzioni a tempo indeterminato nella stessa mansione. Sulla stessa linea di Damiano anche il collega di partito Gianni Cuperlo secondo cui “il Pd alla Camera ha dato il suo contributo a migliorare il testo del Dl sul lavoro. Non c’e’ stato nessuno stravolgimento, ma solo un utile confronto tra esecutivo e Parlamento, come e’ giusto e normale che sia”. Commentando le modifiche approvate durante l’iter del provvedimento, Cuperlo rileva che “la riduzione da 8 a 5 delle proroghe per il contratto a termine, l’ampliamento del diritto di precedenza per i lavoratori assunti con contratto a termine per cio’ che riguarda le future assunzione a tempo indeterminato, e il ripristino di una quota di formazione pubblica sono questioni importanti che non cambiano il senso di un provvedimento importante che le Camere approveranno presto in attesa della delega del governo che affrontera’ le questioni cruciali del contratto di inserimento a tempo indeterminato e dell’estensione degli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori precari”. Critico invece il fronte sindacale. “Siamo davanti ad un testo sicuramente migliorato ma ci sono aspetti che rimangono ancora in sospeso”, afferma il segretario confederale dell’Ugl, Claudio Durigon mentre per il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino “il Parlamento deve intervenire per migliorare il decreto”.