Da D’Alema a Civati, tanti a Congresso dove invece manca Renzi
dell’inviato Gianluca Angelini
RIMINI, 6 MAG
Al Palacongressi di Rimini il premier, Matteo Renzi, non c’e’. Eppure, mai nominato nella sua lunga relazione dal segretario generale della Cgil, e’ come se nella citta’ romagnola per il Congresso del primo sindacato italiano si fosse presentato davvero. Ad evocarlo e’ la stessa Susanna Camusso che, in un passaggio del suo intervento, bacchetta la “logica di autosufficienza della politica, che sta determinando una torsione democratica verso la governabilita’ a scapito della partecipazione” e, di fatto, divide il ‘drappello Pd’, seduto in platea. C’e’ chi, nelle considerazioni di Camusso, legge elementi di pregiudizio; chi vede piu’ convergenze che divergenze e chi, la relazione del segretario generale del sindacato ‘rosso’, la trova coraggiosa e condivisibile. “Ho seguito con attenzione la relazione ricca e articolata di Susanna Camusso – ha spiegato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando – da cui sono emersi stimoli importanti e utili accanto a elementi di diffidenza e pregiudizio che forse scontano una difficolta’ nel confronto ma si possono superare”. Quanto basta per far risaltare le distanze che separano il nuovo corso democratico dalla parabola sindacale anche alla luce, ha puntualizzato ancora Orlando, “di qualche sottovalutazione dei processi di riforma in atto che mi auguro il confronto possa superare”. Parole che un altro esponente del Pd, come il responsabile economico del partito Filippo Taddei – a Rimini come Pippo Civati, Cesare Damiano, Stefano Fassina, Guglielmo Epifani, Davide Faraone e Massimo D’Alema – ‘smussa’, provando a trovare punti di intesa. “Non ci sono vittime, non ci sono state e non ci saranno – ha argomentato -: io penso che i punti di convergenza siano molto superiori a quelli di divergenza. Se guardiamo al punto centrale del mercato del lavoro ci sono punti di allineamento molto maggiori di quanto rappresentato: ddl fiscale, ddl lavoro, la volonta’ di creare lavoro stabile e di qualita’… Tutti punti al centro del programma Pd. Quanto all’assenza del premier Renzi all’assise romagnola, taglia corto, “a prescindere dalla partecipazione a un Congresso, i punti di contatto esistono, pre-esistono o mancano a prescindere dalla partecipazione a una giornata di lavoro”. E se l’ex segretario generale della Cgil e ex segretario del Pd, Guglielmo Epifani si e’ limitato a definire quella della Camusso, una “buona relazione”, piu’ che positivo e’ il giudizio dell’ex viceministro dell’Economia del Governo Letta, Stefano Fassina secondo cui la visione del segretario sindacale appare “coraggiosa e condivisibile”, tanto che “e’ decisivo per le prospettive economiche e democratiche dell’Italia che il piu’ grande sindacato italiano – ha chiosato – scelga di ripartire da chi non ha il lavoro, dai precari, dai lavoratori poveri”. Passaggi sostanzialmente condivisi pure dall’ex premier, Massimo D’Alema che non rinuncia pero’ ad un buffetto al segretario della Cgil. “A Susanna ho detto che sarebbe stato meglio qualche apprezzamento in piu’ per il Governo”, ha chiosato, ma la sua relazione e’ stata “concreta e piena di proposte su cui bisogna riflettere. Ha parlato di persone, di pensioni e di precari: sulle pensioni c’e’ il rischio di avere una generazione di pensionati poveri”. Un momento in cui tutto il Pd potrebbe riunirsi sul tema del lavoro e’ la votazione del decreto, che e’ stato discusso oggi nell’Aula del Senato. La seduta e’ convocata nuovamente per domani mattina e la volonta’ del Governo sembrerebbe quella di porre la fiducia.






