Il Decreto Lavoro, giunto in dirittura d’arrivo, è un compromesso accettabile che mantiene inalterata nella sua formulazione finale la sostanza delle correzioni apportate in prima lettura alla Camera. Questo per il PD è un elemento di grande soddisfazione perché, nonostante i proclami del NCD, non si è tornati al testo originale. Adesso, dopo la fiducia, la battaglia si sposterà sul tema della Delega e sui suoi capisaldi essenziali: il contratto di inserimento a tempo indeterminato, per il quale dovrà valere a regime anche la tutela dell’articolo18 e sugli ammortizzatori sociali, che andranno estesi anche ai lavoratori precari. Sui temi sociali si gioca la credibilità di questo Governo: vogliamo ancora una volta dire al Premier Matteo Renzi che tra le priorità della sua azione politica deve essere incluso il tema delle pensioni al fine di risolvere tempestivamente il problema degli ‘esodati’, delle ricongiunzioni e di “quota 96” degli insegnanti. La legge Fornero sulla previdenza va cambiata: se si vuole, come afferma il ministro Poletti, trovare una soluzione strutturale, bisogna tornare alle quote introdotte nel 2007 o alla flessibilità nell’uscita dal lavoro verso la pensione.
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