Dl lavoro: in dirittura d’arrivo dopo serrata battaglia parlamentare

L’Aula della Camera vota la fiducia sul Dl lavoro, che sara’ definitivamente approvato, dopo una serie di modifiche e contro-modifiche frutto della contrapposizione e della contrattazione tra i due principali partiti della maggioranza, Pd e Ncd, appoggiato da Scelta Civica. Il testo del provvedimento, che non ha subito ulteriori modifiche in terza lettura a Montecitorio, prevede norme urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese. Durante l’esame in prima lettura in commissione Lavoro della Camera, presieduta dal deputato del Pd Cesare Damiano, erano stati approvati emendamenti che modificavano le norme sui contratti a tempo determinato, diminuendone il numero consentito all’interno dei tre anni di applicazione previsti e stabilendo nuove disposizioni a favore delle lavoratrici madri. Il via libera era arrivato anche alle modifiche per le norme sull’apprendistato, con la formazione che tornava ad essere obbligatoriamente pubblico. Un altro emendamento approvato e oggetto di grande discordia, quello secondo cui in un’azienda i contratti a termine non sarebbero stati consentiti oltre il 20% rispetto a quelli a tempo indeterminato, pena la stabilizzazione della quota in eccesso. Davanti alla decisione del governo di porre la fiducia, Ncd aveva annunciato il suo secco ‘no’, diventato poi un ‘si” condizionato all’approvazione di nuove modifiche in Senato. A Palazzo Madama, dove la commissione Lavoro e’ presieduta dal capogruppo del Nuovo Centro Destra Maurizio Sacconi, sono stati quindi approvati i suddetti contro-emendamenti tra i quali quelli che stabiliscono solo sanzioni pecuniarie per gli imprenditori che superano il tetto del 20% per i contratti a termine; la nascita dei contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti – con la possibilita’ per il datore di lavoro di recedere dal rapporto nei primi 36 mesi pagando una sola indennita’ di licenziamento precedentemente decisa – e la possibilita’ per gli imprenditori che applicano il contratto di apprendistato di utilizzare anche la formazione privata. Anche al Senato l’approvazione e’ avvenuta passando dal voto di fiducia. Al ritorno del provvedimento a Montecitorio la componente democratica ha stabilito che il testo poteva essere definito una mediazione accettabile. Per sicurezza e tempi ristretti di conversione il governo ha comunque deciso di porre la questione di fiducia. Domani il Decreto lavoro, noto anche come Dl Poletti, con il voto finale della Camera, avra’ bisogno solo della firma del presidente della Repubblica e della conseguente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale per divenire legge dello Stato.