Ddl lavoro: al via esame emendamenti in Senato

 

(Adnkronos) –
Roma 29 giugno
Sono diverse le polemiche nate intorno alla proposta di modifica a prima firma Pietro Ichino (Sc), che raccoglie anche gli altri componenti della maggioranza (Ncd, Svp e Popolari), eccetto il Pd. L’emendamento prevede l’introduzione di ”un testo unico semplificato della disciplina dei rapporti di lavoro, con la previsione del contratto di lavoro a tempo indeterminato a protezione crescente, senza alterazione dell’attuale articolazione delle tipologie dei contratti di lavoro”. La proposta, sottolinea Ichino, ”si limita a trasferire l’impegno assunto dalla maggioranza e dal governo, nella premessa al decreto legge lavoro” approvato un mese fa, che prevedeva l’introduzione di un contratto a tutele crescenti, ”senza modificare una virgola” il testo contenuto nel decreto legge.

Il contratto a protezione crescente, spiega Ichino, ”non costituisce ne’ il contratto unico che sostituisce tutti gli altri tipi di rapporto di lavoro, ne’ l’ennesimo nuovo tipo di rapporto di lavoro che si aggiunge ai precari. Esso non è altro che il contratto ordinario a tempo indeterminato, ma regolato in modo meno rigido, con una garanzia di stabilità minima all’inizio del rapporto e via via crescente con il crescere dell’anzianità di servizio della persona interessata”.

A rispondere, alle dichiarazioni di Ichino, è il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano (Pd): ”Il contratto di inserimento non può essere utilizzato come un veicolo, che porta alla diminuzione o alla cancellazione delle tutele previste dall’articolo 18”. ”Su quel punto abbiamo già trovato un compromesso, difficile, nella passata legislatura”, dice Damiano. ”E soprattutto -secondo il presidente- questo tema alle imprese non interessa, ciò che interessa è avere la possibilità di decidere le persone da assumere stabilmente e, nel momento in cui il lavoratore è stabile, alle imprese interessa che i costi siano inferiori rispetto al contratto a termine”.

Quindi, secondo Damiano, non bisogna intervenire sul contratto per diminuire le tutele ma bisogna ”diminuire il costo del lavoro abbattendo l’Irap”. Quanto alla possibilità che il testo sia effettivamente modificato in questa direzione, a palazzo Madama, Damiano risponde: ”il Senato farà le sue modifiche e la Camera farà, a sua volta, le sue. Noi faremo le nostre correzioni”. Il presidente ci tiene però a precisare che il Partito democratico ”al Senato, come alla Camera, ha detto che questa non è la strada da percorrere; quindi siamo perfettamente uniti sull’obiettivo”
Secondo il Pd il tema della riforma del contratto a tempo indeterminato non è tra gli indirizzi della delega, a cui le forze della maggioranza dovrebbero ”attenersi strettamente”. La ratio della delega, sottolinea il Partito democratico, prevede che il contratto a tutele crescenti ”venga sperimentato esclusivamente per l’inserimento al lavoro e solo dopo una razionalizzazione delle altre tipologie contrattuali. A noi interessa far accedere i giovani al lavoro e non intendiamo mettere mano ad una riforma del contratto a tempo indeterminato”.

Le modifiche proposte dal Pd ”puntano a tenere insieme la riforma degli ammortizzatori sociali e le politiche attive del lavoro. Oltre al contrasto alle dimissioni in bianco, abbiamo presentato emendamenti finalizzati ad estendere l’Aspi ai lavoratori a progetto e la prestazione assistenziale della maternità a rischio anche alle lavoratrici autonome. Vogliamo inoltre che il compenso orario minimo sia definito nell’ambito di quanto già previsto dalla contrattazione collettiva. Abbiamo poi proposto di ampliare la delega per intervenire su lavoro autonomo, professionale e delle Partite Iva”.


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