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(ANSA) – ROMA, 26 FEB – “Il 64% di aziende irregolari, tra le 221.000 ispezionate dal Ministero del lavoro nel corso del 2014, e’ una percentuale altissima. Sono stati scoperti addirittura 77.000 lavoratori totalmente al nero”. Lo dichiara Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera. “E’ vero – prosegue Damiano – che il campione, come dice il ministro Poletti, tiene conto delle aziende che ‘sono nei guai’, e che quindi non stiamo parlando del 64% del totale delle imprese italiane (che sono 4 milioni e mezzo di unita’ produttive), ma si tratta pur sempre della dimostrazione che ci troviamo di fronte a un numero esagerato di casi di irregolarita’”. “Queste statistiche – continua il presidente della Commissione Lavoro – dovrebbero indurre tutti alla cautela: da un lato, si tratta di non demonizzare il sistema delle imprese e di favorire il massimo della partecipazione dei lavoratori e il minimo del conflitto; dall’altro, di uscire dalla lettura ingenua e tendenziosa del ‘siamo tutti sulle stessa barca’, che porta a giustificare l’abbassamento delle tutele dei lavoratori. Mettere sullo stesso piano il lavoratore e l’imprenditore significa assecondare uno stucchevole e infondato luogo comune che non riconosce i diversi rapporti di forza che vedono in posizione piu’ debole chi e’ dipendente”. “Le buone leggi – aggiunge Damiano – non sono dei lacciuoli da evitare, ma servono a scoraggiare i comportamenti sbagliati e opportunistici di quella parte delle imprese, seppur minoritaria, che punta le carte della competitivita’ sul minor costo e sulla maggiore irregolarita’ del lavoro, praticando in questo modo una concorrenza sleale nei confronti delle aziende rispettose delle leggi e dei contratti”. “Per questo siamo preoccupati di fronte alle nuove regole del Jobs Act che consentono di licenziare adducendo come giustificazione un motivo economico inesistente o un’infrazione disciplinare che puo’ anche essere ricondotta a un ritardo di 10 minuti”, conclude Cesare Damiano. (ANSA).
PH 26-FEB-15 16:06 NNNN Altri lanci della stessa sequenza di notizie:
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