CALL CENTER: DAMIANO, “ARGINE STOP A GARE AL MASSIMO RIBASSO”

Taranto, 22 ott. – A Taranto per una iniziativa per il Sì al Referendum il presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano non si esime dall’affrontare temi come quello dei call center, alle prese con nuove, pesanti ristrutturazioni. Damiano, che da ministro del Lavoro fu il “padre” delle norme del 2007 che consentirono la stabilizzazione di tanti lavoratori del settore, chiede che si costruisca un argine fatto “di stop al massimo ribasso nelle gare e di moral suasion forte nei confronti di tutti i grandi committenti, pubblici o privati. Bisogna poi evitare che gli incentivi per le assunzioni vadano a discapito della qualità del servizio, evitare che nella valutazione dell’offerta il costo del lavoro prevalga e superi la qualità dell’offerta, applicare le leggi che ci sono, dichiarare al cliente da dove proviene la telefonata del call center – sovente parte dall’estero ma questo non lo si dice – e, infine, unificare i codici Inps perché il settore dei call center è industriale a tutti gli effetti”. Con i call center, sottolinea ancora Damiano, “abbiamo un problema molto serio nel Codice degli appalti. Il Governo è andato nella direzione opposta perché prima si è fissato un tetto di 500mila euro, noi, in Parlamento, abbiamo chiesto che fosse portato a 250mila e invece ce lo siamo trovato innalzato ad un milione di euro. Ma se continueremo a privilegiare il costo, è chiaro che i committenti, dalle aziende alle Regioni, ai Comuni, continueranno a scegliere per i call center Albania e Romania”. (AGI)