LAVORO: DAMIANO, “STO CON RENZI CHE DICE A UE STOP AUSTERITÀ”

Taranto, 22 ott. – “Io sto con Renzi quando in Europa dice basta con l’austerità, agiamo sugli investimenti e sulle tutele, e mi si e’ allargato il cuore quando Obama ha detto le stesse cose. Il punto è che non vedo ancora un’impronta forte negli indirizzi di Governo”. È il parere di Cesare Damiano presidente della commissione Lavoro della Camera ed ex ministro del Lavoro, oggi a Taranto per un’iniziativa politica sul Sì al referendum costituzionale. “L’Europa rischia ora di metterci i bastoni tra le ruote? Io sono per la disobbedienza – ha proseguito – basta considerare l’Italia un Paese sorvegliato speciale. Noi stiamo nei parametri, col rapporto deficit-Pil al 2,3%, mentre Francia e Spagna sono al di sopra. Se ci deve essere una procedura di infrazione, si cominci quindi da chi in regola non è”. Sulla legge di bilancio, Damiano osserva che “dopo un dibattito estivo che sembrava dovesse privilegiare l’allocazione delle risorse solo sugli investimenti, si è poi affermata una visione nella quale un pilastro della legge è la crescita e l’altro è il welfare. Adesso – aggiunge Damiano – si tratta di capire che farà l’Europa”.
Sulle questioni occupazionali, Damiano osserva “che è importante che il Governo abbia compiuto alcune scelte come nel caso di Taranto, che, riconosciuta area di crisi complessa, potrà ottenere adesso ammortizzatori sociali più favorevoli per gestire le diverse situazioni. Questo, però – evidenzia ancora Damiano – è un riconoscimento che riguarda solo 12 territori in tutta Italia. Mentre noi scontiamo una situazione di crisi che non è ancora del tutto superata. E allora se è positivo l’intervento emergenziale sulle aree di crisi, il passo successivo da compiere adesso riguarda la scelta di fondo sulle politiche industriali”. “Ci stiamo occupando della fabbrica 4.0 – prosegue Damiano – ma i nuovi connotati dello sviluppo non possono fare a meno di regolamentare l’ingresso delle nuove tecnologie. Il salto tecnologico rilevante che ci attende rischia di ‘mangiare’ occupazione. Con robot e intelligenza artificiale, si arriva a sostituire anche il lavoro intellettuale, per cui di fronte alla complessità dei problemi, alla coda della crisi, ad un capitalismo finanziario che ha prevalso su quello industriale e che non tiene conto della dignità delle persone, nonché all’avvento della rivoluzione digitale, serve un orientamento molto forte dei Governi. E questa impronta io ancora non la vedo”. (AGI)