(ilVelino/AGV NEWS) Roma, 26 OTT – “Nella legge di Bilancio è positivo il fatto che sia stata inserita l’ottava salvaguardia degli esodati e che ci siano altri 27.700 lavoratori che potranno andare in pensione con le regole ante-Fornero. Questi numeri consentirebbero di risolvere conclusivamente il problema. Bisogna però che questo obiettivo non sia contraddetto dalle normative che vengono individuate: c’è un primo problema che riguarda i lavoratori in mobilità”. Lo dichiarano Cesare Damiano e Maria Luisa Gnecchi, Presidente e capogruppo PD della Commissione Lavoro alla Camera. “La legge esistente – spiegano – prevedeva l’ingresso nella mobilità entro il 31 dicembre 2014 (normativa conquistata nella settima salvaguardia): tale possibilità è stata retrocessa al 31 dicembre 2012. In questo modo si vanifica l’accesso alla salvaguardia ai lavoratori collocati in mobilità dopo il 2012 e comunque entro il 31 dicembre 2014”. Vengono escluse – proseguono i deputati – aziende come Alitalia ed ex Eutelia e molte altre imprese che hanno stipulato accordi entro il 31 dicembre 2011. Un passo indietro inaccettabile che rende inesigibile l’obiettivo del pensionamento previsto a parole dall’ottava salvaguardia (27.700 lavoratori salvaguardati). La norma va corretta”. “Infine, stiamo aspettando il consuntivo di Opzione Donna: non vorremmo avere altre cattive sorprese”, concludono. (com/rog)
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