Il presidente della commissione Lavoro al VELINO: da non confondere il calo delle assunzioni con il calo dell’occupazione (ilVelino/AGV NEWS) Roma, 16 NOV – Non bisogna confondere, per il presidente della Commissione lavoro della Camera Cesare Damiano, “il calo di assunzioni stabili con il calo dell’occupazione”. “Il trend evidenziato dall’Inps – spiega al VELINO – è riconducibile al tipo di contabilità dell’Istituto che considera i contratti di lavoro e non i lavoratori”. Damiano spiega che “l’Inps conferma per il 2016 (i primi 9 mesi) un trend che evidenzia un calo di assunzioni con il contratto a tutele crescenti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo vuol dire che il punto cardine dell’impianto del Jobs Act è costituito proprio dagli incentivi”. Nel 2015 il tetto degli ottomila euro di incentivi nel triennio costituivano per il presidente della commissione Lavoro “un potente fattore che favoriva le assunzioni stabili. Il calo del medesimo incentivo (del 60 per cento) porta a una minore propensione alle assunzioni. Tanto che a mio avviso la diminuzione o la scomparsa degli incentivi che il governo pare intenzionato però a ripristinare nella quota originaria soltanto per il Mezzogiorno, potrebbe decretare la fine dell’idea stessa del Jobs Act. O per lo meno un suo forte ridimensionamento”. Ovvio però – conclude – che non è detto che al calo delle assunzioni corrisponda necessariamente un calo dell’occupazione”. (red)
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