DAMIANO: “DDL AUTONOMI IN AULA A GENNAIO”

(LaPresse) – In aula entro fine mese, approvazione entro febbraio. È la road map tracciata dal presidente della commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano del Pd, per il disegno di legge sul lavoro autonomo, provvedimento di cui è relatore. “Mi pare che ci sia la sostanziale idea convergente di farlo approvare”, sia pure con le “debite distinzioni” tra maggioranza e opposizione, ha detto Damiano ricordando che al Senato il provvedimento è rimasto dieci mesi, e “noi non abbiamo altrettanto tempo a disposizione”. In commissione stamattina è iniziato il ciclo di audizioni sul provvedimento. Primi ad entrare sono stati i sindacati che, ritenendo “positiva” l’iniziativa di un disegno di legge ad hoc per il lavoro ‘autonomo’ e quello ‘agile’ hanno comunque sottolineato la necessità di correttivi. “Sono assenti misure che possano tutelare la parte più debole del lavoro autonomo”, come la previsione di sostegno al reddito nei periodi di crisi e la previsione di compensi minimi, ha sottolineato Tania Scacchetti segnalando anche la necessità del riconoscimento di diritti specifici e della formazione sul lavoro agile. Per la Uil bisogna “ipotizzare la costituzione di un fondo di natura mutualistico-assicurativa alimentato da un contributo obbligatorio a carico principalmente del committente”, ha spiegato Guglielmo Loy per cui va inoltre previsto “un sistema di totalizzazione dei contributi che permetta di avere un sistema di welfare congruo e tutelante”. “Serve più coraggio: chiediamo che si aggiungano prestazioni assistenziali soprattutto per gli iscritti alla gestione separata”, esorta Gianluigi Petteni,segretario confederale Cisl, chiedendo che “per la malattia venga riconosciuto il pagamento già dal terzo giorno” e che il congedo parentale “va portato a dieci mesi. Per la maternità va fatta distinzione tra la monocommittenza – dove va resa obbligatoria perché in questo caso il lavoratore è più ricattabile – e i liberi professionisti con partite Iva”. Il lavoro agile “va affidato alla contrattazione collettiva, l’accordo individuale è un’altra cosa”, ha ribadito. Per il segretario confederale dell’Ugl, Fiovo Bitti, l’articolo 15 sul lavoro agile “sembra guardare più alle imprese che ai lavoratori, cosa che preoccupa se consideriamo la mancanza di riferimenti alla contrattazione collettiva.” Il timore “è che qualche azienda possa penalizzare le persone con disabilità, collocandole a prescindere da una espressa volontà in modalità agile. È per questo che chiediamo di introdurre ulteriori agevolazioni per i lavoratori in modalità agile”. Più articolate le critiche sollevate da Confindustria. Secondo cui innanzitutto il tema delle professioni dovrebbe essere trattato “in una sede diversa e con un approccio organico” e per questo propone di “escluderle dall’applicazione del ddl, per trattarle in un contesto di una riforma organica ad hoc”, ha spiegato Pierangelo Albini. Anche per quanto riguarda le deleghe al governo previste dall’articolo 5 Confindustria ritiene necessario segnalare “che l’eventuale introduzione di nuove forme di conciliazione dell’ambito della materia del lavoro non deve sostituire quelle attualmente vigenti e che hanno garantito in questi anni un forte effetto di deflazionamento del contenzioso”. Sui contratti di agenzia, Albini ha spiegato che è “importante che non venga automaticamente estesa” la disciplina per i rapporti di lavoro autonomo contenuta nel disegno di legge. No alle previsioni speciali sulle clausole che attribuiscono al committente la facoltà di modificare unilateralmente le condizioni del contratto e di recedere senza congruo preavviso, nonché quelle che prevedono termini di pagamento superiori a 60 giorni, perché creano un regime di maggiore tutela. La proposta è quindi “assoggettare imprenditore e autonomo allo stesso regime contrattuale, eliminando dal ddl le citate previsioni speciali”. E ancora, Confindustria chiede che “la proposta di legge equipari la giornata di lavoro in smartworking a un orario normale di lavoro” sottolineando inoltre che lo smartworking “impone un deciso ripensamento del tradizionale approccio ai temi della salute e sicurezza e degli infortuni e malattie professionali”.Ultima ad essere ascoltata l’Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro), secondo cui la dotazione finanziaria, per quanti riguarda gli sportelli per il lavoro autonomo potrebbe essere arricchita per renderne conveniente l’apertura di nuovi da parte delle associazioni più rappresentative.