(AGI) – Roma, 18 giu. – “La norma sull’aspettativa di vita che innalza periodicamente l’età della pensione, istituita dal governo Berlusconi nel 2010, andrebbe abrogata”. Lo afferma, interpellato dall’Agi, Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera, commentando l’ipotesi di un decreto direttoriale chiamato a innalzare entro la fine dell’anno l’età pensionabile a 67 anni. Secondo l’ex ministro del Lavoro, si prospetta “un controsenso”: l’ipotesi di intervenire per aumentare l’età pensionabile contraddice infatti “l’attuale scelta dell’anticipo della pensione, attraverso l’Ape sociale e con il miglioramento della norme per i lavoratori precoci”. L’innalzamento dell’età pensionabile è previsto da una legge del 2010, la 122, che convertiva il decreto 78/2010, durante il governo Berlusconi. La norma prevede che devono essere adeguati i requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, con cadenza triennale. Il prossimo entrerebbe in vigore nel 2019 e porterebbe il tetto anagrafico dagli attuali 66 anni e 7 mesi a 67 anni. Tale innalzamento è condizionato alla verifica da parte dell’Istat dell’incremento dell’aspettativa di vita e che l’istituto di statistica non ha ancora ufficialmente prodotto. (AGI)





