OLTRE 66MILA LE RICHIESTE PER L’ANTICIPO PENSIONISTICO

di NINO SUNSERI MILANO (ITALPRESS) – Sono 66.409 le domande di accesso all’Ape sociale e al pensionamento anticipato per i lavoratori precoci. Lo riferisce l’Inps. In particolare, spiega l’istituto di previdenza, sono 39.777 le domande relative all’Ape sociale e 26.632 quelle relative al pensionamento anticipato per lavoratori precoci. Insomma oltre 66mila lavoratori potranno accedere al beneficio dell’uscita anticipata dal lavoro. Un risultato che “si deve all’accordo fortemente voluto dal sindacato confederale l’anno scorso modificando uno dei punti più sbagliati e socialmente iniqui della legge Fornero”, afferma la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. “Ora – prosegue – occorre disinnescare il rischio che nel 2019 si determini un ulteriore aumento dei requisiti pensionistici ed evitare che l’aumento dell’aspettativa di vita penalizzi doppiamente le pensioni calcolate col metodo contributivo, sia dal lato del taglio dei coefficienti di trasformazione e dei trattamenti pensionistici, sia determinando un aumento graduale dell’età pensionabile”. Anche se il sindacato saluta con favore i dati, c’è da notare che solo il 23,18% delle domande è stato presentato dalle lavoratrici che, nelle intenzioni, dovevano essere in prima linea nel trarre i benefici della riforma.
Dai dati dell’Inps emerge che si tratta di 15.400 richieste su 66.409 totali. In particolare quelle relative all’Ape sono state 11.668, contro le 28.109 uomini. Le domande per il lavoro precoce, invece, sono state 22.900 uomini e 3.732 donne. Una differenza che riproduce lo squilibrio del mercato del lavoro in Italia. Il rapporto diffuso oggi dalla Commissione Ue spiega che il tasso di occupazione degli uomini è pari al 71,7% e quello delle donne è fermo al 51,6%. Una differenza di venti punti che si confronta con gli 11,6 della media Ue e 11,2 dell’Eurozona. Il maggior numero di domande per l’anticipo della pensione è stato presentato in Lombardia (11.048), seguita dal Veneto (6.701), dalla Sicilia (5.608), dal Piemonte (5.568), dall’Emilia Romagna (4.865), dal Lazio (4.594) e dalla Toscana (4.566). La tipologia di aventi diritto più rappresentata è quella dei lavoratori disoccupati con 34.530 domande, seguiti dagli addetti alle mansioni difficoltose (15.030). I dati sull’anticipo pensionistico però, fanno crescere l’allarme del presidente dell’Inps Tito Boeri sulla tenuta dei conti dell’ente. Spiega che lo stop all’aumento dell’età pensionabile a 67 anni per l’adeguamento alla speranza di vita dal 2019 costerà circa 141 miliardi da qui al 2035 contro 1,2 miliardi ipotizzati qualche giorno fa in Parlamento. Il congelamento della misura è al centro del dibattito sulle pensioni, visto che la decisione deve essere presa entro quest’anno. Il presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano, insieme a Maurizio Sacconi, che presiede la stessa commissione al Senato, stanno preparando un provvedimento per disinnescare il meccanismo.
La palla è in mano al governo che dovrebbe incontrare i sindacati per fare il punto su questa e altre questioni. “Se il governo non ci dà risposte riprenderemo la mobilitazione”, ha dichiarato Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, a margine dell’attivo unitario, con Cisl e Uil, sulle pensioni. Per Ghiselli “è necessario un confronto costruttivo” sulla cosiddetta fase due delle pensioni, che ha al centro le garanzie dei giovani di oggi, e sul nodo dell’età d’uscita, con l’obiettivo di “sterilizzare” l’adeguamento all’aspettativa di vita. (ITALPRESS).