Roma, 22 nov. (AdnKronos) – “Un confronto programmatico vero” su misure, dal lavoro all’ecologia passando per il mondo dei diritti, che “potessero diventare un punto di convergenza” in vista del voto. Così l’emissario del Pd Piero Fassino ha descritto il pacchetto di provvedimenti illustrato alla delegazione di Sinistra Italiana-Possibile-Mdp (composta da Giulio Marcon e Cecilia Guerra) durante l’incontro di oggi, al quale hanno preso parte anche il vicesegretario dem Maurizio Martina e il leader dell’area laburista del Pd Cesare Damiano.
A margine dell’incontro, avvenuto negli uffici di Si-Possibile, Fassino ha parlato di “misure integrative sul Jobs Act”, in particolare “per favorire la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato” e “misure integrative di maggiore tutela in caso di licenziamento”. Tra le altre proposte dei dem, “il raddoppio delle risorse per il reddito di inclusione”, “l’aumento delle risorse per il fondo sanitario nazionale e, in questo quadro, l’avvio di un superamento del superticket”. Sul tavolo anche “la stabilizzazione e l’allargamento ad una base di lavoratori più ampia dell’anticipo pensionistico a 63 anni”.
Nell’ambito della tutela dell’ambiente il Pd ha elencato una serie di provvedimenti, “a partire dalle misure di decarbonizzazione e dall’approvazione della legge sul consumo di suolo, che vadano nella direzione di caratterizzare un’alleanza dicentrosinistra sotto il profilo ambientale ed ecologico”. Infine, ha aggiunto Fassino, “sul terreno dei diritti abbiamo confermato la nostra volontà di arrivare alla adozione della legge sullo ius soli e sul fine vita prima della fine della legislatura”. Per Si-Possibile-Mdp, però, le proposte del Pd arrivano “fuori tempo massimo”. Guerra ha affermato che sul piano del lavoro i dem non intendono “rimettere in discussione le politiche sbagliate compiute in questi anni” e l’accordo sulle pensioni, così come il decreto fiscale da poco licenziato dal Senato, “sono tutti elementi che segnano una non volontà di convergenza sui temi che noi stiamo proponendo”. Marcon ha chiuso definitivamente la porta, ribadendo che “non ci sono margini per alcuna intesa con chi in questi anni ha fatto politiche sbagliate e che abbiamo contestato duramente”.





