Vorrei contraddire Di Maio: mi sarei stupito se Boeri avesse cambiato atteggiamento. Concessivo con il Governo gialloverde e ostile a quelli di centrosinistra? Con la Commissione Lavoro della Camera che, nella passata legislatura, è stata l’artefice dell’avvio del superamento della legge Fornero con la realizzazione delle 8 salvaguardie, l’INPS di Boeri ha fornito cifre sempre sovrastimate che la Ragioneria avallava non volendo apparire più concessiva. Gli esempi sono noti: le restrizioni imposte alla ottava salvaguardia degli esodati, che ha impedito la definitiva soluzione del problema, sono state la conseguenza di una stima dell’INPS totalmente sbagliata di 30.700 lavoratori coinvolti, a fronte di un consuntivo, due anni dopo, di 14.000 domande accolte: meno della metà. Per non parlare di Opzione Donna: i conti dell’INPS hanno preteso, a fronte di una legge del 2004 che aveva finanziato la norma, altri 2,5 miliardi di euro per riconquistare la possibilità di andare in pensione da parte delle lavoratrici. Possibilità che era stata messa in discussione dallo stesso Istituto previdenziale che, con una circolare, aveva arbitrariamente sostituito un diritto di maturazione della pensione con il raggiungimento dei 35 anni di contributi e dei 57-58 anni di età (lavoratrici dipendenti o autonome) con il momento della erogazione dell’assegno pensionistico. Questo scherzetto ha spostato avanti di 18-21 mesi (lavoratrici dipendenti o autonome) il traguardo che, di conseguenza, si è dovuto nuovamente finanziare. Non sappiamo ancora, a tutt’oggi, quali sono, di quei 2,5 miliardi, le risorse realmente spese. Quindi, se fossi in Di Maio, rimuoverei il sospetto che Boeri faccia opposizione soltanto a “questo” Governo. Per quanto riguarda, invece, quelli che vengono considerati da Di Maio insulti, è tutto un altro paio di maniche.





