DL DIGNITÀ, DAMIANO: “PD VA CONTRO LAVORATORI, MARTINA D’ACCORDO?”

Roma, 21 lug. (askanews) – “Tra gli emendamenti presentati dal Pd al Decreto Dignità, ce n’è uno che mi trova totalmente contrario e che costituisce una scelta molto grave: quello che prevede la soppressione dell’aumento delle mensilità a favore dei lavoratori che subiscono un licenziamento illegittimo individuale”. Lo dichiara Cesare Damiano, del Partito Democratico, a proposito del decreto dignità. “Non mi sento rappresentato – continua – da questa decisione. La proposta del Governo, che è la fotocopia di quella approvata dalla commissione Lavoro della Camera nella scorsa legislatura, Pd compreso, prevede di portare le mensilità minime di risarcimento da 4 a 6, e quelle massime da 24 a 36, in relazione alla anzianità aziendale. Scelta sulla quale sono totalmente d’accordo. Il fatto che i parlamentari del Pd della Commissione Lavoro si schierino compattamente contro significa che siamo ancora all’interno delle coordinate dettate da Renzi per quanto riguarda il lavoro e lo Stato sociale, quelle che ci hanno portato a gravi sconfitte: una difesa incondizionata del Jobs Act, anche per la parte che ha reso più facili e meno costosi i licenziamenti, sopprimendo di fatto l’articolo 18; un pieno sostegno alla legge Fornero che, invece, il Pd dovrebbe cercare di superare definitivamente, come abbiamo cominciato a fare nella passata legislatura. Scelte così impegnative e identitarie andrebbero preventivamente discusse. Martina è al corrente di questa decisione e, soprattutto, la condivide?”. “Il populismo lo possiamo combattere se stiamo in sintonia con il nostro popolo che chiede di essere tutelato nel lavoro e nella società. La scelta compiuta dai parlamentari del Pd va esattamente nella direzione opposta. Io non ci sto”, conclude.