Da qualsiasi punto di vista si guardi all’opera di Sergio Marchionne, non si può che riconoscere alcune cose. L’imprecisione dei giudizi di chi gli ha attribuito ruoli altri dall’unico che ha inteso svolgere, cioè quello di amministratore delegato di un’impresa industriale. E poi, l’aver agito in base a una visione vasta, fondata sull’idea di costruire, a partire da due aziende giunte al capolinea del proprio ciclo vitale, un nuovo player globale dell’industria dell’auto, adeguato alle sfide di questo tempo. Non vi è dubbio che Marchionne questa visione l’abbia realizzata. Lo salutiamo con rispetto nel giorno in cui se ne va dopo essere stato, per quattordici anni, un protagonista mondiale di quell’universo industriale.





