Roma, 19 sett. (AdnKronos) – ”L’onorevole Castelli, bontà sua, ha affermato che gli 80 euro netti mensili in busta paga ‘non verranno mai tolti alle fasce non ricche della popolazione’. Faccio notare che questa misura è stata pensata per il ceto medio-basso del lavoro dipendente”. Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito democratico, a proposito delle parole di Laura Castelli sulla legge di Bilancio. ”Quali sarebbero – continua – dunque, i lavoratori ‘ricchi’ ai quali toglierli? Forse abbiamo un diverso concetto di ricchezza. A furia di tagli per recuperare risorse che, altrimenti, non sarebbero sufficienti per mantenere anche solo una minima parte delle promesse elettorali dei giallo-verdi, si parte dall’alto, con la retorica delle ‘pensioni d’oro’, (che vanno sicuramente tagliate), per poi scendere inevitabilmente al basso per fare cassa. Se il bonus degli 80 euro viene corrisposto in misura integrale ai lavoratori dipendenti con un reddito annuo fino a 24.600 euro e in modo parziale fino ai 26.600 euro, vorrei sapere dove si colloca l’asticella della ricchezza per l’onorevole Castelli. Qui stiamo parlando, come tetto massimo, di poco più di 2.000 euro lordi mensili. Se il Governo pensa che i redditi ricchi siano questi, c’è davvero da preoccuparsi”. ”Chi come me teme che, con l’introduzione di un criterio pericoloso come il ricalcolo ‘retroattivo’ dell’età o dei contributi per tagliare le pensioni, si apra un varco che potrebbe colpire anche quelle più basse, trova un conferma in queste esternazioni. A meno che l’onorevole Castelli le smentisca. Delle due, l’una: o l’esponente dei 5 Stelle non conosce la materia, oppure, se queste sono le sue idee (legittime), c’è da avere davvero paura”, conclude. (Tes/AdnKronos)





