PENSIONI, DAMIANO: “FORNERO VA DISFATTA, MA BENE”

(9Colonne) Roma, 20 set – “Quando si parla di pensioni spunta inevitabilmente l’Ocse, che chiede tutte le volte di ‘non disfare la riforma Fornero’. Io sono sempre stato dell’opinione opposta: disfarla, ma bene”. Lo dichiara Cesare Damiano, del Partito Democratico, a proposito delle parole della capo economista dell’Ocse, Laurence Boone, sulla riforma Fornero. “Per questo – continua – bisogna incalzare il Governo con soluzioni di merito che evitino passi indietro. Ci sono troppe proposte in circolazione e basta spostare l’asticella dell’età o dei contributi di un anno per far cambiare di molto (miliardi) le risorse necessarie e le platee coinvolte. Tra Quota 100 che parte da 62 di età o da 64 anni, c’è la stessa differenza che passa tra il giorno e la notte. Le Quote le abbiamo inventate io e Prodi nel 2007: so bene quanto sia difficile trovare le coperture finanziarie. Poiché il Governo ha aperto la caccia alle risorse, dobbiamo evitare che questa passi attraverso la cancellazione delle normative che hanno funzionato. Penso all’Ape sociale, che andrebbe resa strutturale ed estesa ad altre categorie di lavoro gravoso, non eliminata. Penso ai “precoci”, per i quali occorre fissare la possibilità di poter andare in pensione con 41 anni di contributi senza vincoli di età”. “Penso a esodati e Opzione Donna, che vedo dimenticati nelle dichiarazioni degli esponenti di Governo. Infine, giù le mani dagli 80 euro, che non vanno nelle tasche dei ricchi, ma nelle buste paga del ceto medio-basso del lavoro: quello che guadagna fino a poco più di 2.000 euro lordi mensili. Su questi argomenti di merito bisogna costruire la nostra opposizione al Governo”, conclude.