MANOVRA: DAMIANO, “PRESTO DA PROMESSE A DURA REALTÀ”

(9Colonne) Roma, 21 set – “Gli annunci del Governo sono tanti e provengono da più parti, in una logica di pura sommatoria. Un tempo si sarebbe detto ‘l’elenco del telefono’. Il difetto di questa impostazione, che è un prolungamento della campagna elettorale (ormai permanente), è che costa molto e i soldi non ci sono”. Lo dichiara Cesare Damiano, del Partito democratico, a proposito della legge di Bilancio. “Arrotondo – continua – le cifre per difetto: niente aumento dell’Iva, 12 miliardi; legge Fornero, 10 miliardi; reddito di cittadinanza: 10 miliardi; flat tax 10 miliardi. Siamo già a 42 miliardi di euro. Senza considerare le spese di contorno, perché non c’è più traccia della soluzione di problemi come la nona salvaguardia degli esodati, di Opzione Donna e dell’ulteriore rallentamento dell’aggancio dell’età pensionabile all’aspettativa di vita. Altri miliardi che ballano, per chi sa fare i conti. A meno che, la Ragioneria di Stato e l’Inps, facciano conti diversi rispetto da quelli multimiliardari della precedente legislatura quando ci proponevamo di affrontare gli stessi argomenti. Il Governo mi ricorda, soprattutto quando si parla di relazioni con l’Europa, un famoso film di Bergman, ‘Sussurri e grida’. Conte, Tria e Moavero sussurrano, cercando di essere rassicuranti. Salvini e Di Maio gridano, battendo i pugni sul tavolo. Non credo che funzionerà: la legge di Bilancio non ha a disposizione il pozzo di San Patrizio e, quindi, dal tempo delle promesse passeremo rapidamente a quello della dura realtà”. “L’importante è che non si facciano passi in dietro sui diritti dei lavoratori. Penso all’Ape sociale che, se verrà cancellata dal Governo per reperire risorse, danneggerà chi svolge i lavori più faticosi e le donne. C’è di che meditare e occorre svolgere una forte battaglia di opposizione per impedire che questo accada”, conclude.