Lavoro, Damiano “Applicare pienamente il decreto 81/08”

ROMA (ITALPRESS) – “Il messaggio di oggi è di applicare pienamente il decreto 81 del 2008, che prevede gli interventi di safety e security. Per safety intendiamo la tutela dell’integrità psicofisica dei lavoratori nei luoghi di lavoro e per security intendiamo la protezione dalle avversità: pirateria, sequestro o attacchi cibernetici. Il decreto lascia aperta una porta che andrebbe approfondita soprattutto in un momento nel quale l’incertezza a livello mondiale e gli elementi di insicurezza stanno crescendo”. Così Cesare Damiano, presidente dell’Associazione Lavoro&Welfare, che ha organizzato insieme a International SOS Foundation, un incontro sulla necessità di adeguare agli standard internazionali l’approccio alla sicurezza in Italia, coniugando i temi della safety – la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro – e quelli della security.

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LAVORO: DAMIANO “NECESSARIO INTEGRARE SAFETY E SECURITY”

ROMA (ITALPRESS) 20-Ott-25 – La necessità di adeguare agli standard internazionali l’approccio legislativo e della cultura d’impresa in Italia, coniugando nel concetto di “duty of care” – dovere di protezione – due priorità: la safety – la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e la security. Quest’ultima comprende, da un lato la salvaguardia delle operazioni e delle infrastrutture delle imprese e, dall’altro, l’obbligo, sia morale che legale, di tutelare la sicurezza fisica e il benessere dei dipendenti e collaboratori, ovunque questi operino.

Di questo si è parlato nel corso del convegno su “Il dovere di protezione. Safety e Security: la tutela dei lavoratori nei contesti di crisi”, promosso dall’Associazione Lavoro&Welfare e da International SOS Foundation, moderato dal giornalista Roberto Arditti alla Camera. “Quando 17 anni fa – ha dichiarato Cesare Damiano, presidente dell’Associazione Lavoro&Welfare ed ex-ministro del Lavoro – abbiamo realizzato il Decreto 81, quello che viene chiamato ‘Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro’, avevamo creato le condizioni legislative perché questo approccio sistemico venisse adottato”.

“Il tema della security vi era compreso, anche se non normato in modo definito. È perciò giusto integrarlo e aggiornarlo affinché la sicurezza in questo Paese – e nella proiezione delle nostre imprese nel mondo fisico e digitale – preveda per tutti una completa copertura sui piani della safety e della security”, ha aggiunto. Matteo Mauri, vicepresidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, ha sottolineato quanto il “dovere di protezione” abbia un valore sociale, tanto nella tutela dei lavoratori quanto negli aspetti di security, in considerazione del fatto che le violazioni cyber danneggino le imprese quanto i loro dipendenti. Oltre al fatto che possono rappresentare un pericolo per la sicurezza nazionale. Alberto Pagani, studioso di intelligence e docente nel settore della sicurezza, ha messo in evidenza come nel settore del rischio, l’incertezza equivale al rischio, mentre Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro della Camera, ha rilevato quanto uno dei temi più importanti sia la differenza tra le grandi imprese che possono garantirsi la sicurezza e quelle più piccole che faticano a farlo.
A margine dei lavori, è stato presentato il volume “Il dovere di protezione” di Umberto Saccone, senior strategic advisor di International SOS. “La frammentazione normativa attuale – ha commentato – richiede una visione olistica e un ‘governo della sicurezza’ unificato, capace di armonizzare i diversi livelli su cui si articola la materia. Per questo, occorre promuovere un linguaggio comune della sicurezza e avviare una riforma fondata su tre direttrici: integrare safety e security nel mondo del lavoro, attraverso l’aggiornamento del decreto 81, defiscalizzare gli oneri per la sicurezza aziendale e creare un forte partenariato pubblico-privato per sostenere questo processo”. (ITALPRESS).