Il governo, tanto generoso con i redditi alti ai quali ha tolto l’onere dell’Ici sulla prima casa, con una spesa ragguardevole di ben 3 mld, si dimostra parecchio avaro con i lavoratori precari ai quali si promette un bonus pari al 10% del reddito percepito nell’anno precedente. Considerato che il reddito medio di un lavoratore atipico si aggira intorno agli 8.000 euro all’anno, il governo prevede una “una tantum” di 800 euro. Cifra chiaramente insufficiente e, soprattutto, non strutturale. Voglio inoltre ricordare che, per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga, la prima cifra stanziata dal governo per il 2008 è stata di 450 milioni di euro. Il Governo Prodi, in un momento di assenza di crisi, aveva stanziato per il 2007 un cifra superiore: 470 milioni di euro. Che dire delle tanto decantate capacità di prevedere la crisi da parte di Tremonti e Sacconi ? La pressione che il PD ha esercitato in Parlamento ha costretto il governo a rivedere all’alto la cifra, ma i 150 milioni aggiuntivi sono chiaramente insufficienti rispetto all’onda d’urto che si preannuncia. Vorrei ricordare che il governo Prodi aveva stanziato per gli ammortizzatori sociali, con il Protocollo del 2007 e in modo strutturale, 700 milioni di euro all’anno per i settori dell’industria e dei servizi e 170 milioni per l’agricoltura: tali risorse hanno migliorato percentuale e durata dell’indennità di disoccupazione per coloro che hanno i requisiti pieni e i requisiti ridotti e assicurato una copertura previdenziale figurativa riferita alla retribuzione percepita. Infine, lo stesso Protocollo del 2007 ha previsto, per il triennio 2008-2010, un fondo di 150 milioni di euro a vantaggio dei giovani. Queste risorse possono essere utilizzate, per chi perde un lavoro precario, per ottenere un prestito a tasso zero fino a 600 euro mensili per 12 mesi, da restituire nei successivi 36 mesi, periodo nel quale si presume che il lavoratore abbia incontrato una nuova opportunità di lavoro. Che fine ha fatto questa misura prevista dal governo precedente le cui risorse sono state stanziate, coperte e validate dalla Ragioneria dello Stato? Per fortuna il governo ha scelto di abbandonare l’idea della detassazione degli straordinari, visti i tempi che corrono. L’unico barlume di saggezza.
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