L’agenda individuata nella riunione tra una delegazione del governo e i capigruppo della maggioranza comincia ad andare nella giusta direzione. Finalmente non ci si ferma piu’ alle sole problematiche relative all’Iva e all’Imu, che pure vanno risolte con interventi di rimodulazione. Ci pare che adesso acquistino maggiore rilevanza i temi legati all’emergenza economica e sociale: l’accelerazione del pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione; un ulteriore finanziamento della cassa integrazione in deroga, perche’ le attuali coperture arrivano mediamente fino al mese di giugno 2013; la questione dei cosiddetti esodati che dev’essere assolutamente risolta per superare un vero dramma sociale”. Cosi’ Cesare Damiano, presidente della commissione lavoro della Camera, che osserva pero’ “alcune dimenticanze: per noi sara’ importante riprendere il tema dell’introduzione di un criterio di flessibilita’ nel sistema pensionistico, come annunciato da Letta nel suo discorso d’insediamento, e della diminuzione strutturale del costo del lavoro che riguardi la platea degli occupati a tempo indeterminato. Un’accurata regia del governo e del Parlamento su queste tematiche e’ la premessa indispensabile per un’equa distribuzione delle risorse tra tutti i capitoli di spesa contenuti nel programma di governo che rappresentano l’attuale situazione di emergenza economica e sociale
Archivio tag: governo
Governo: abbia il lavoro come priorità
Serve un governo che abbia il lavoro come priorità. A consuntivo il 2012 rivela tutto il suo volto drammatico per quanto riguarda il mercato del lavoro: un milione di licenziamenti, un miliardo e 100 milioni di ore autorizzate di Cig, che corrispondono a più di 500mila lavoratori che potrebbero essere espulsi dal processo produttivo. Adesso si aggiungono gli ultimi dati dell’Istat a proposito dei cosiddetti ‘scoraggiati’: persone che hanno smesso di cercare una occupazione che toccano la cifra record di 1,6mln di persone. Il frutto amaro di politiche eccessivamente rigoriste e restrittive lo stiamo pagando caramente e il 2013 non sembra destinato ad invertire la rotta. Occorre una discontinuità con le politiche del recente passato: con il pagamento dei debiti della P.A. verso le imprese, si dà finalmente una scossa di liquidità all’economia. Bisogna proseguire con lo sblocco del patto di stabilità dei comuni per gli investimenti e pensare fin d’ora a trovare altre risorse per affrontare temi sociali non rinviabili: il rinvio della Tares a dicembre (costo presunto di circa 1mld di euro), il rifinanziamento della Cig in deroga che si esaurirà nel giugno di quest’anno (la stima e’ di circa 1mld di euro); il rifinanziamento del fondo per salvaguardare, oltre i 130mila lavoratori già salvati dalla riforma Fornero, tutti coloro che avranno il problema della mancanza di reddito almeno fino al 2015 (secondo le stime della Ragioneria almeno due-tre mld di euro). Una azione politica coerente non può solo evocare i problemi, ma deve da subito individuare le soluzioni a partire dalle coperture finanziarie. Per questo serve un governo in grado di assicurare un vero cambiamento e che non sia ostaggio di continue trattative come avverrebbe nel caso di un governissimo: ipotesi ovviamente da scongiurare.
Governo: dialogo tra partiti ma no esecutivo con Pdl
Andare al voto con questa legge elettorale significherebbe rimanere nell’attuale situazione di stallo. Sarebbe un suicidio per un paese già piegato dalla crisi economica e sociale. Bisogna dare un governo all’Italia ed il Pd sta cercando di farlo. Il lavoro delle due commissioni dei saggi non va sottovalutato perché potrà essere un utile contributo per la ricerca di contenuti condivisi. Il dialogo tra partiti è necessario, ma il no netto a qualsiasi ipotesi di governo con il Pdl deve essere altrettanto chiaro. In questo sentiero strettissimo occorre muoversi a cominciare dall’elezione di un Presidente della Repubblica che sia di garanzia per il paese.
Pd: Barca ottimo politico. Renzi? Rischiamo scissione
Fabrizio Barca è un ottimo politico, uno dei ministri seri del governo Monti, può essere un punto di riferimento di sinistra. L’intervento di Renzi è stato a gamba tesa contro Bersani e anche contro il presidente della Repubblica, è stato infelice. Mi pare che quello che sta avvenendo è un inasprimento della tensione nel partito, dopo le dichiarazioni di lealtà nel passato. Di strappo in strappo, facciamo attenzione al rischio di una scissione. In un momento nel quale viene meno la prospettiva politica, possono prevalere le spinte identitarie, che potrebbero dare l’illusione di maggiore chiarezza di obiettivi e migliore democrazia interna.
Crisi: da Inps dati drammatici, subito più risorse per ammortizzatori sociali
E’ una buona notizia l’annuncio della manifestazione unitaria di Cigl, Cisl e Uil del 16 aprile davanti a Montecitorio sul tema del finanziamento della cassa integrazione in deroga. Sarà l’occasione per un incontro tra i parlamentari del Pd e i sindacati per affrontare il drammatico problema degli ammortizzatori sociali nel tempo della crisi. I dati resi noti oggi dall’Inps sulla cassa integrazione del primo trimestre 2013, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, fanno segnare un +12%: un segnale drammatico che viene dall’economia reale. Sappiamo inoltre che le risorse finora stanziate dal Governo per la cassa integrazione in deroga copriranno soltanto metà del 2013: occorre quindi un altro miliardo di euro per tutelare i lavoratori per il restante semestre. Per non parlare delle risorse che serviranno per risolvere il problema dei lavoratori rimasti senza reddito a causa della riforma pensionistica Monti-Fornero, realizzata senza alcuna gradualità. Per questi occorrerà rifinanziare il fondo appositamente costituito con la legge di stabilità per tutelare altri lavoratori oltre gli attuali 130 mila salvaguardati: serviranno per questo obiettivo alcuni miliardi di euro. Bisogna pensarci per tempo.
Esodati: oggi passo avanti ma resta grave situazione per chi ancora non è salvaguardato
Il parere votato all’unanimità dalla Commissione speciale a proposito dei lavoratori cosiddetti esodati chiede al governo di correggere il decreto che attua la salvaguardia dei diecimila lavoratori rimasti senza reddito individuati nella Legge di Stabilità. Infatti, il decreto non corrisponde al testo della Legge e peggiora la condizione di chi ha scelto di proseguire volontariamente il versamento dei propri contributi. Una condizione inaccettabile che il governo deve dunque correggere, rispettando in questo modo i contenuti della Legge approvata. Questo pronunciamento è sicuramente un passo avanti che non ci deve far dimenticare però la grave situazione ancora esistente per quanto riguarda le centinaia di migliaia di persone rimaste senza reddito a causa della riforma delle pensioni Monti-Fornero che non ha previsto alcuna gradualità. Farsi carico di questo problema vuol dire non soltanto evocarlo ma indicare e trovare le coperture finanziarie che si rendono necessarie per una sua pur graduale soluzione. Viste le bocciature del passato sull’inasprimento della tassazione dei giochi on-line e del contributo di solidarietà per i redditi superiori ai 150 mila euro, si tratta di individuare nelle nuove manovre di bilancio risorse (secondo la Ragioneria dello Stato di alcuni miliardi di euro) che possano alimentare il Fondo appositamente costituito per l’ulteriore salvaguardia dei lavoratori oltre i 130 mila già previsti.
Esodati: importante che il tema sia nell’agenda dei saggi
E’ molto importante che il senatore Bubbico abbia voluto ricordare che il tema dei cosiddetti esodati, insieme a quello gli ammortizzatori sociali, farà parte nell’incontro di domani al Quirinale della ricognizione del gruppo dei saggi incaricati di indicare un’agenda di provvedimenti di carattere economico. La questione dei lavoratori salvaguardati, con particolare riguarda all’ultima tranche delle 10 mila persone oggetto dell’ultimo decreto del governo, verrà affrontata anche dalla Commissione Speciale di Camera e Senato per evitare una penalizzazione a carico dei prosecutori volontari. Infatti, il decreto attuativo della Legge di Stabilità non rispecchia il testo della legge medesima. Questa situazione va risolta perché è inaccettabile. Come Partito democratico ribadiamo che l’errore della riforma Monti-Fornero è stata la totale mancanza di gradualità che ha lasciato senza reddito centinaia di migliaia di persone che si vanno ad aggiungere al numero purtroppo crescente dei disoccupati. A questa emergenza sociale si deve trovare una risposta.





