Sicurezza sul lavoro: è una questione di civiltà. Né di destra né di sinistra.

aula-montecitorio“E’ un problema che riguarda la coscienza di ogni essere umano – ha detto Fini – una quotidiana emergenza” che deve trovare tutti “concordi nella volontà di risolvere”. Secondo il presidente della Camera troppo spesso si dimentica il valore del primo articolo della Costituzione, che fonda la Repubblica sul lavoro, “l’art 1 non è retorico” ha detto Fini “è necessario ridurre il rischio potenziale non solo con le norme ma con la verifica puntuale e continua della loro applicazione. Non ci può essere nessuna attenuante” ha sottolineato Fini “e la reazione deve essere adeguata”. Fondamentale secondo il Presidente della Camera è “non lasciare sole le famiglie” e ricordarsi che ci sono anche “incidenti ad esito non mortale” che però creano un numero molto alto di invalidi. Di tutela per i lavoratori ha parlato anche il ministro del lavoro del governo ombra del Pd Cesare Damiano, in un intervento fuori programma. Damiano ha iniziato ringraziando “il presidente Fini per la sensibilità che dimostra” nel lasciargli al parola e ha sottolineato la necessità di “preparare un terreno culturale” che aiuti a combattere davvero il dramma delle morti sul lavoro. “Parliamo ai nostri figli – ha detto Damiano – che oggi incontrano spesso discontinuità nel lavoro, lavoro nero, e noi dobbiamo prepararli” ha detto augurandosi “che la legge delega sui lavori usuranti diventi presto legge”. “E’ una questione di civiltà” ha detto Damiano, sottolineando che quella per la sicurezza sul lavoro “è una battaglia né di destra né di sinistra”.