Immigrati:regolarizzare chi lavora e chi rispetta le leggi

I dati di Bankitalia non possono andare bene soltanto quando confermano le tesi che ciascuno di noi sostiene. Anche in questo caso rappresentano un contributo prezioso e documentato sul fenomeno dell’immigrazione.E’ importante sottolineare il carattere ‘complementare’ dell’occupazione degli italiani con quella degli immigrati. Tutti sanno e vedono con i loro occhi che determinati lavori di bassa qualita’ professionale e particolarmente faticosi vengono oggi svolti prevalentemente dagli immigrati, senza i quali non sarebbe possibile realizzare molte di queste attivita’. La maggiore liberta’ delle donne grazie al lavoro delle cosiddette ‘badanti’ contribuisce a raggiungere quegli standard di prestazione continuativa e qualificata lungo l’arco della vita che rappresenta il maggiore handicap per l’occupazione femminile quando essa e’ costretta a dividere la propria attivita’ tra lavoro produttivo e lavoro di cura. Per questo e’ importante ribadire che la via maestra e’ quella della regolarizzazione e non della criminalizzazione di chi rispetta le leggi e porta un contributo allo sviluppo del nostro paese.


Presentata una proposta di legge per i lavoratori migranti

immiFavorire direttamente sul nostro territorio nazionale, grazie ad un permesso di soggiorno provvisorio di un anno, l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, al fine di evitare l’azzeramento dei flussi migratori. È questa, in sintesi, la proposta di legge (primi firmatari Luigi Bobba e Cesare Damiano) in tema di immigrazione presentata questa mattina alla Camera da alcuni esponenti del partito Democratico e dall’esponente Udc, Savino Pezzotta. La pdl si pone come obiettivo quello di ammettere l’ingresso in Italia di lavoratori migranti nella fase di ricerca del lavoro, imponendo pero’ una serie di condizioni (in primis una somma per coprire le spese di sostentamento) tali da garantire che nell’anno di ricerca il lavoratore straniero non gravi sull’assistenza pubblica.

Come alternativa alla previsione dell’ingresso per la ricerca di un lavoro, il disegno di legge, che nell’intenzione dei firmatari potrebbe anche trasformarsi in una serie di emendamenti da presentare all’interno del ddl sicurezza in discussione a palazzo Madama, propone di convertire l’ingresso per turismo di un lavoratore gia’ presente sul territorio in un permesso di soggiorno vero e proprio per motivi di lavoro.

“La nostra non sara’ una proposta salvifica- sottolinea Luigi Bobba- ma mira ad affrontare il problema dell’immigrazione in maniera seria ed approfondita, cercando di uscire dalla cultura dell’emergenza e da quell’illegalita’ ‘subita’ che non e’ dettata dal comportamento dei migranti ma da un cortocircuito legislativo senza via d’uscita”. La proposta, aggiunge Savino Pezzotta, “mira ad affrontare il problema dell’emergenza migratoria in un’ottica di normalita’, perche’ questo dell’immgrazione e’ un fenomeno che deve necessariamenete essere gestito con razionalita’”.

Dello stesso avviso e’ Cesare Damiano, che ricorda come, nei 18 mesi del Governo Prodi, “solo nel settore dell’edilizia sono ‘emerse’ 220 mila persone, delle quali il 55% straniere”, ed evidenzia che la proposta di legge presentata questa mattina rappresenta “un passo avanti nella direzione della normalita’”, grazie all’idea del “superamento di un esclusiva”.