Crisi: il governo porti il sussidio dei precari al 60%

Le misure adottate dal governo per la crisi quando dall’annuncio passano alla concretizzazione, mostrano tutti i loro limiti e la loro inadeguatezza. Lo si e’ visto con la Social Card, annunciata per un milione e mezzo di pensionati ma erogata a circa un terzo del totale. Una situazione analoga si ripete adesso con l’una tantum a vantaggio dei lavoratori precari. Si scopre che soltanto 1800 precari hanno chiesto questo sussidio anti-crisi molto modesto: appena il 20% della retribuzione percepita l’anno precedente. Secondo la Fondazione Marco Biagi gli aventi diritto sarebbero 75.000, ma come tutti sanno lo scorso anno circa 400.000 lavoratori variamente flessibili hanno perso il lavoro senza poter accedere ad alcuna tutela. Altri lo perderanno nel corso del 2009. E’ necessario annullare la scadenza per la presentazione delle domande di sussidio e di informare adeguatamente i lavoratori iscritti alla gestione previdenziale separata per consentire loro di accedere a questo beneficio. Ma la vera misura da adottare e’ quella di modificare i criteri di accesso che sono incongruenti e troppo restrittivi e che discriminano persino tra chi ha gia’ lo svantaggio di avere un lavoro precario; di includere, oltre ai lavoratori a progetto, anche chi ha un contratto a termine e di elevare l’indennita’ dal 20 al 60%.Solo in questo modo si potra’ parlare di veri interventi a difesa dell’occupazione dei piu’ deboli e non garantiti, al di’ la’ della pura propaganda che il governo si ostina a propinarci giornalmente. L’autunno e’ vicino e’ il problema dell’occupazione potrebbe diventare drammatico