Pd: il governo è in ritardo ed è inadeguato. Ecco le nostre proposte

partito-democratico3Nell’affrontare la crisi del settore auto, il Governo “si è mosso in ritardo” e con la previsione di stanziare cifre “inadeguate”. E’ quanto denuncia il Partito Democratico, in un’interpellanza urgente al Ministro per lo Sviluppo Claudio Scajola che sarà discussa domani in Aula, nella quale avanza anche le sue proposte per contrastare la crisi di un “settore strategico per il Paese”.

La vice capogruppo alla Camera Marina Sereni sottolinea: “C’è urgenza di intervenire. Gli Usa e molti altri Paesi europei si sono già mossi, noi non possiamo stare a guardare. Per questo sollecitiamo una risposta tempestiva, concreta ed efficace da parte del Governo”. Spiega l’ex ministro del Lavoro, il piemontese Cesare Damiano: “Servono interventi straordinari, ma il Governo ha scelto un’altra strada, con Tremonti che fa il guardiano dei saldi di bilancio. E’ una scelta rischiosa, perché in controtendenza con il resto del mondo. La lentezza e l’inadeguatezza del Governo espongono l’Italia ad un rischio di svantaggio competitivo con i concorrenti in un settore strategico, quello dell’auto, che persa per il 14% del Pil e occupa, nella sua filiera, circa un milione di persone”. Dunque “bene il confronto aperto a palazzo Chigi, ma siamo in ritardo. E soprattutto la cifra di cui si parla, 300 milioni, è assolutamente insufficiente”.

Il Pd delinea quindi la sua strategia. In primo luogo, un “bonus ecologico” per il rinnovo ‘verde’ del parco auto, poi sostegni al consumo nel settore automobilistico, incentivi all’innovazione nella direzione della sostenibilità ecologica e della sicurezza,rinnovo del parco auto pubblico e del trasporto pubblico locale con vetture ecologiche. Dal punto di vista del sostegno all’occupazione, il Pd chiede di aumentare le settimane di Cig ordinaria; di assegnare tempestivamente risorse alle Regioni per la Cig straordinaria; tetti più alti per la Cig; mobilità e disoccupazione in deroga per chi ha già perso il lavoro o non avrà rinnovato il contratto; procedure semplificate per l’adozione di contratti di solidarietà. I Democratici criticano se veramente anche la politica per gli ammortizzatori sociali delineata dal Governo: le cifre iniziali erano inadeguate (i 450 milioni iniziali, ha ricordato Damiano, erano meno di quanto messo in campo dal Governo Prodi senza la crisi), mentre l’intervento successivo, con il ricorso ai fondi sociali europei e regionali, mette in difficoltà le Regioni ‘virtuose’, come il Piemonte, che “non potrebbero mettere in campo per gli ammortizzatori sociali risorse che sono già impegnate nella formazione”. Insomma, chiude Luigi Bobba, “il Governo non ha una strategia, sono dilettanti allo sbaraglio”.