Crisi economica: ok alla piattaforma di Emma Marcegaglia

Sottoscrivo la piattaforma di Emma Marcegaglia nei confronti del governo: del resto le stesse richieste il Partito democratico le sta formulando dall’inizio della crisi.Occorre che il ministro Tremonti, che parla di ‘mirabolanti risorse a disposizione’ passi dalle parole ai fatti e le metta a disposizione. Il governo convochi un tavolo di concertazione con imprese e sindacati e affronti il tema della riforma degli ammortizzatori sociali e del sostegno al reddito e all’impresa.Il Pd collaborera’ a tutte quelle iniziative che portino verso questi risultati.Raddoppiare la durata della Cassa integrazione ordinaria realizzare un assegno di disoccupazione universale al 60% dell’ultima retribuzione e stabilizzare i lavoratori precari della P.A. e della scuola sono misure che possono rappresentare una risposta forte e immediata.Abbassare la pressione fiscale sulle retribuzioni fino a 30mila euro, estendere la quattordicesima ai pensionati con un reddito fino a 1.200 euro al mese, indicizzare tutte le pensioni al costo della vita, dare credito alle piccole imprese familiari e sostenere l’innovazione della media e grande impresa sono interventi che costituiscono una piattaforma economico-sociale per l’autunno che il governo dovrebbe varare tempestivamente, prima che la situazione diventi irrecuperabile.


Pd: il governo è in ritardo ed è inadeguato. Ecco le nostre proposte

partito-democratico3Nell’affrontare la crisi del settore auto, il Governo “si è mosso in ritardo” e con la previsione di stanziare cifre “inadeguate”. E’ quanto denuncia il Partito Democratico, in un’interpellanza urgente al Ministro per lo Sviluppo Claudio Scajola che sarà discussa domani in Aula, nella quale avanza anche le sue proposte per contrastare la crisi di un “settore strategico per il Paese”.

La vice capogruppo alla Camera Marina Sereni sottolinea: “C’è urgenza di intervenire. Gli Usa e molti altri Paesi europei si sono già mossi, noi non possiamo stare a guardare. Per questo sollecitiamo una risposta tempestiva, concreta ed efficace da parte del Governo”. Spiega l’ex ministro del Lavoro, il piemontese Cesare Damiano: “Servono interventi straordinari, ma il Governo ha scelto un’altra strada, con Tremonti che fa il guardiano dei saldi di bilancio. E’ una scelta rischiosa, perché in controtendenza con il resto del mondo. La lentezza e l’inadeguatezza del Governo espongono l’Italia ad un rischio di svantaggio competitivo con i concorrenti in un settore strategico, quello dell’auto, che persa per il 14% del Pil e occupa, nella sua filiera, circa un milione di persone”. Dunque “bene il confronto aperto a palazzo Chigi, ma siamo in ritardo. E soprattutto la cifra di cui si parla, 300 milioni, è assolutamente insufficiente”.

Il Pd delinea quindi la sua strategia. In primo luogo, un “bonus ecologico” per il rinnovo ‘verde’ del parco auto, poi sostegni al consumo nel settore automobilistico, incentivi all’innovazione nella direzione della sostenibilità ecologica e della sicurezza,rinnovo del parco auto pubblico e del trasporto pubblico locale con vetture ecologiche. Dal punto di vista del sostegno all’occupazione, il Pd chiede di aumentare le settimane di Cig ordinaria; di assegnare tempestivamente risorse alle Regioni per la Cig straordinaria; tetti più alti per la Cig; mobilità e disoccupazione in deroga per chi ha già perso il lavoro o non avrà rinnovato il contratto; procedure semplificate per l’adozione di contratti di solidarietà. I Democratici criticano se veramente anche la politica per gli ammortizzatori sociali delineata dal Governo: le cifre iniziali erano inadeguate (i 450 milioni iniziali, ha ricordato Damiano, erano meno di quanto messo in campo dal Governo Prodi senza la crisi), mentre l’intervento successivo, con il ricorso ai fondi sociali europei e regionali, mette in difficoltà le Regioni ‘virtuose’, come il Piemonte, che “non potrebbero mettere in campo per gli ammortizzatori sociali risorse che sono già impegnate nella formazione”. Insomma, chiude Luigi Bobba, “il Governo non ha una strategia, sono dilettanti allo sbaraglio”.


DL anticrisi: le misure sono inadeguate, è stato partorito un topolino

topo1Da noi la montagna degli annunci del governo ha partorito il topolino di interventi di sostegno assolutamente inadeguati. Diventa sempre piu’ stridente il contrasto tra le misure ordinarie per fronteggiare la crisi adottate dal governo italiano e l’azione radicale di sostegno all’economia, ai ceti medi e alle tutele sociali dei maggiori paesi industrializzati del mondo. Vale la pena di ricordare che il nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, propone un piano di interventi pubblici del valore di 800 miliardi di dollari e che, per questo, e’ stato criticato da alcuni esponenti del suo stesso partito perche’ queste risorse sono state giudicate ancora insufficienti.


DL crisi: dal governo solo misure propagandistiche

Davanti alle nostre richieste di concentrare le risorse sulle tutele del lavoro registriamo che gli emendamenti dei relatori non prevedono risorse aggiuntive per raggiungere l’obiettivo della costruzione di un sistema di ammortizzatori sociali universale. Infatti ricalcano l’impostazione del governo sull’uso di fondi che dipendono da eventuali accordi con l’Europa e con le regioni e quindi, al momento, del tutto incerti. Ci risulta solo propagandistica l’estensione delle tutele e l’innalzamento dell’indennita’ di disoccupazione che per noi rimangono le richieste prioritarie. Ma non solo. Valutiamo particolarmente pericolosa  la previsione di trattamenti modulati e differenziati a livello regionale che rischia di generare disparita’ di trattamento tra i lavoratori. Colpisce anche che l’obbligo di dichiarazione di immediata disponibilita’ al lavoro non debba piu’ essere reso al locale centro per l’impiego.

In conclusione, la nostra richiesta rimane confermata: occorrono risorse fresche e aggiuntive se si vuole dotare il paese di tutele certe ed esigibili per tutti i lavoratori di fronte alla gravita’ della crisi.