La cautela è d’obbligo quando ci si trova di fronte a dati previsionali, come quelli recenti di Confindustria e Ocse.
Quest’ultima prevede nel 2010 una disoccupazione a due cifre percentuali, ma ignorare la realtà come fa il governo significa cercare inutili giustificazioni alla scelta di non fare investimenti di risorse adeguate per sostenere redditi, ammortizzatori e imprese, perseverando nell’errore. Del resto,
che cosa ci si può aspettare da un governo che ha magnificato nell’autunno scorso la detassazione degli straordinari mentre stava per esplodere, la cassa integrazione? Ci basterebbe che chi ha sbagliato tutte le previsioni, anche buttando dalla finestra tre miliardi di euro per togliere l’ici sulla prima casa ai redditi alti, e che ha resistito in modo inverosimile quando si trattava di mettere risorse sugli ammortizzatori sociali a vantaggio dei più deboli, facesse un atto di umiltà e di ammissione di colpa, anziché propagandare giuste previsioni e terapie azzeccate inesistenti . Si ascoltino con serietà gli allarmi lanciati da Confindustria e dall’Ocse e si prendano le giuste misure di investimento per superare la crisi.





