L’allarme della Cgil sui precari va ascoltato. Il rischio di interruzione del lavoro alle prossime scadenze dei contratti temporanei è reale. Si tratta di mezzo milione di persone in difficoltà. A questo si aggiunge il problema che, al prolungamento della crisi, corrisponde la crescita della cassa integrazione che arriverà ad un miliardo e cento milioni di ore autorizzate alla fine del 2012. Il nuovo Governo dovrà avere come punti fondamentali della sua azione la correzione delle riforme delle pensioni e del mercato del lavoro per evitare una crescita della disoccupazione.
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Da Draghi duro richiamo, ha smentito Berlusconi
Le parole di Draghi sono un duro richiamo alla realta’ che smentisce pienamente il rassicurante quanto illusorio quadretto dipinto da Berlusconi e Tremonti. L’allarme lanciato dal governatore dovrebbe indurre il governo e la istituzioni a prendere definitivamente atto della gravita’ della situazione. E’ chiaro che, nonostante le ripetute ed ossessive di ottimismo da parte del presidente del consiglio e di alcuni suoi ministri la situazione economica e sociale corre il rischio di essere fuori controllo, sotto il profilo del debito, della spesa, dell’occupazione e dei consumi. Le misure fin qui adottate dal nostro governo che, a differenza delle strategie adottate dagli altri paesi maggiormente industrializzati, fanno perno sulla salvaguardia dei saldi di bilancio, sono chiaramente insufficienti. Occorre un grande patto di concertazione, al quale fin qui si e’ sottratto il governo, che metta le basi per interventi straordinari di investimento a sostegno delle piccole e medie imprese, dei settori strategici, dell’occupazione e delle tutele sociali. Il Partito Democratico ha avanzato a piu’ riprese le sue proposte ed e’ disponibile ad avviare un confronto che metta il paese in condizione di uscire piu’ forte e competitivo dalla crisi.
Crisi: si ascolti con serietà l’allarme dell’OCSE
La cautela è d’obbligo quando ci si trova di fronte a dati previsionali, come quelli recenti di Confindustria e Ocse.
Quest’ultima prevede nel 2010 una disoccupazione a due cifre percentuali, ma ignorare la realtà come fa il governo significa cercare inutili giustificazioni alla scelta di non fare investimenti di risorse adeguate per sostenere redditi, ammortizzatori e imprese, perseverando nell’errore. Del resto,
che cosa ci si può aspettare da un governo che ha magnificato nell’autunno scorso la detassazione degli straordinari mentre stava per esplodere, la cassa integrazione? Ci basterebbe che chi ha sbagliato tutte le previsioni, anche buttando dalla finestra tre miliardi di euro per togliere l’ici sulla prima casa ai redditi alti, e che ha resistito in modo inverosimile quando si trattava di mettere risorse sugli ammortizzatori sociali a vantaggio dei più deboli, facesse un atto di umiltà e di ammissione di colpa, anziché propagandare giuste previsioni e terapie azzeccate inesistenti . Si ascoltino con serietà gli allarmi lanciati da Confindustria e dall’Ocse e si prendano le giuste misure di investimento per superare la crisi.





