OCSE: uno scenario nero, ma il governo è distratto

I dati dell’Ocse sono estremamente gravi: tutti i principali indicatori economici sono negativi e promettono di peggiorare nel 2010. Il debito aumenta, il deficit peggiora e l’occupazione cala insieme al Pil. Nonostante si tratti di numeri che dovrebbero far suonare non campanelli ma campane d’allarme, il governo fa finta di niente.L’esecutivo pare non accorgersi di questa situazione, ne e’ riprova la presentazione di una Finanziaria senza contenuti. Per quanto riguarda l’occupazione va considerata la particolarita’ del nostro paese: lo scoraggiamento tra le persone aumenta, incrementando non solo le fila di coloro che non cercano neanche piu’ il lavoro ma anche l’utilizzo del lavoro nero, che sta diventando una sorta di ammortizzatore sociale. Tutto questo va a scapito della qualita’ dell’occupazione e del lavoro dei giovani facendo aumentare la precarieta’ nel lavoro. Sono i frutti della controriforma del mercato del lavoro voluta dal governo Berlusconi che faranno pagare ancor piu’ cara la cri alla parte piu’ debole del Paese.


OCSE: il problema è l’occupazione ma il governo fa finta di nulla

crisiI dati dell’Ocse smentiscono le vuote rassicurazioni del governo. Abbiamo da sempre sostenuto che, anche qualora dovesse registrarsi una ripresa dell’economia, la disoccupazione crescerebbe per un lungo periodo successivo. Per questo l’ottimismo a tutti costi del governo ci ha sempre lasciato di stucco. E’ segno di irresponsabilita’ e di non volonta’ di affrontare la situazione reale del paese. I dati odierni dell’Ocse parlano chiaro e sono confermati la cassa integrazione, chiusure di fabbriche, il rischio di licenziamenti che costellano l’intero territorio nazionale.Le nostre proposte sono note: in primo luogo va convocato con urgenza un tavolo tra governo e parti sociali per affrontare i temi dell’incentivo allo sviluppo, della protezione sociale e del sostegno al reddito delle famiglie.


OCSE: Il governo non perda tempo. Serve una terapia d’urto

ocse3Anziche’ continuare a cullarsi nella illusione di una crisi ormai alle spalle, il governo farebbe bene a considerare i dati Ocse del secondo trimestre 2009 che segnalano che Italia e Gran Bretagna realizzano i peggiori risultati del G7, mentre Francia, Germania e Giappone conquistano un segno positivo. Inoltre, il calo tendenziale del nostro PIL su base annua e’ addirittura valutato in un -6%, con un ritocco negativo rispetto alla stima precedente. Di fronte a questa situazione sarebbe necessaria una terapia d’urto: il governo convochi in brevissimo tempo un tavolo di concertazione con l’obiettivo di migliorare il potere d’acquisto di retribuzioni e pensioni, unica strada per ridare fiato ai consumi e alla ripresa dell’economia, e per dotare il paese di ammortizzatori sociale adeguati. Piuttosto che rincorrere i vaneggiamenti della Lega su inni, bandiere, dialetti e gabbie salariali, l’esecutivo farebbe bene a iniziare ad occuparsi dei problemi reali del Paese: delle famiglie che non arrivano a fine mese e di migliaia di aziende artigiane, commerciali e industriali che, come previsto dalle associazioni di categoria, chiuderanno i battenti nel prossimo autunno.


Crisi: si ascolti con serietà l’allarme dell’OCSE

crisiLa cautela è d’obbligo quando ci si trova di fronte a dati previsionali, come quelli recenti di Confindustria e Ocse.

Quest’ultima prevede nel 2010 una disoccupazione a due cifre percentuali, ma ignorare la realtà come fa il governo significa cercare inutili giustificazioni alla scelta di non fare investimenti di risorse adeguate per sostenere redditi, ammortizzatori e imprese, perseverando nell’errore. Del resto,

che cosa ci si può aspettare da un governo che ha magnificato nell’autunno scorso la detassazione degli straordinari mentre stava per esplodere, la cassa integrazione? Ci basterebbe che chi ha sbagliato tutte le previsioni, anche buttando dalla finestra tre miliardi di euro per togliere l’ici sulla prima casa ai redditi alti, e che ha resistito in modo inverosimile quando si trattava di mettere risorse sugli ammortizzatori sociali a vantaggio dei più deboli, facesse un atto di umiltà e di ammissione di colpa, anziché propagandare giuste previsioni e terapie azzeccate inesistenti . Si ascoltino con serietà gli allarmi lanciati da Confindustria e dall’Ocse e si prendano le giuste misure di investimento per superare la crisi.