Crisi: il Governo ha abbandonato la lotta alla precarietà

Alle canne da pesca del ministro Sacconi hanno finora abboccato pochi pesci. Sarebbe intellettualmente onesto ammettere che le misure predisposte dal governo per tutelare dalla disoccupazione, soprattutto i giovani, non hanno prodotto sin qui risultati apprezzabili: un assegno di disoccupazione, pari al 20% dell’ultima retribuzione, e’ un supporto assai modesto. Gli stessi dati del Ministero del lavoro dicono che le domande sono state in tutto 1800, mentre si stima che a perdere il lavoro flessibile siano stati nel solo 2008 circa 400.000 giovani. Di fronte a questo non si puo’ sbrigativamente affermare che, in fondo, se pochi chiedono le tutele vuol dire che il problema non esiste. In realta’ accedere a quelle tutele e’ per i giovani una missione impossibile, a causa di requisiti di accesso cosi’burocratici, complessi e rigidi da riuscire a scoraggiare qualsiasi volenteroso tentativo. Su un punto concordiamo con il ministro: la crisi dara’ frustate ai giovani, non salutari ma dolorose, perche’ il loro futuro e’ segnato da una politica del governo che ha abbandonato la lotta contra la precarietà e gli incentivi per la stabilizzazione al lavoro.