Lavoro: riforme Fornero vanno profondamente corrette

lavoroLe riforme del ministro Fornero sulle pensioni e sul mercato del lavoro vanno profondamente corrette. Per quanto riguarda quest’ultima, non concordo assolutamente con Renato Brunetta quando dice di volerla cancellare per tornare alla legge Biagi: come dire dalla padella nella brace. Le proposte di Biagi, che avevano l’obiettivo di aumentare l’occupazione giovanile, si sono trasformate, per colpa della distorta traduzione legislativa fatta dal centro destra, in un aumento esagerato della precarietà e in un abbassamento della qualità del lavoro. Ormai anche l’Europa critica l’Italia per questo eccesso e non è spiegabile come nella nostra legislazione si sia arrivati ad una sorta di supermercato del lavoro, con una quantità indescrivibile di forme d’occupazione a termine che non servono alle imprese e penalizzano i lavoratori. Se vogliamo la buona flessibilità occorre selezionare le forme d’ingresso nel mercato del lavoro e soprattutto fare in modo che l’apprendistato diventi la modalità prevalente. Da questa buona flessibilità si deve passare alla stabilizzazione dopo un congruo periodo di prova attraverso incentivi mirati all’impresa come il credito d’imposta o la diminuzione strutturale del costo del lavoro. L’idea, già praticata al tempo del governo Prodi, del lavoro a tempo indeterminato che deve costare meno del lavoro flessibile, è più che mai attuale.


La passione per osare, l’esperienza per riuscirci

CartolinaDamiano2La passione per osare, l’esperienza per riuscirci.

E’ sulla base di questi due punti di forza – la passione e l’esperienza – che ho deciso di presentare la mia candidatura alle primarie di Torino per la scelta dei parlamentari del Partito Democratico. Dopo due anni da ministro del Lavoro e quasi cinque da capogruppo Pd alla Commissione lavoro della Camera, chiedo che mi sia rinnovata la fiducia per portare a compimento quei progetti – dalla lotta alla precarietà a una più equa e moderna disciplina delle pensioni, da nuove regole sulla rappresentanza e la rappresentatività sindacale a iniziative a sostegno dell’occupazione, soprattutto dei giovani e delle donne – che sono ancora in cammino.

Abbiamo alle spalle anni difficili e difficili saranno anche gli anni a venire. Dopo i disastri di Berlusconi, il governo Monti ha avuto il merito di mettere in sicurezza i conti pubblici e di far riconquistare all’Italia il ruolo e il prestigio perduti in campo internazionale, anche se ha ecceduto nella strada del rigore.

Adesso occorre cambiare rotta, perché i sacrifici che gli italiani sono stati chiamati a sostenere non devono essere vanificati dalla mancanza di concrete prospettive di sviluppo.

Sono necessarie politiche che rompano la spirale recessiva e diano impulso allo sviluppo economico e produttivo e ritrovino la strada dell’equità sociale. Servono scelte che favoriscano la crescita – quantitativa e qualitativa – dell’occupazione; abbiamo bisogno di governanti che, con la loro opera quotidiana, siano in grado di restituire fiducia ai cittadini.

In questi cinque anni sono stato promotore di iniziative – in alcuni casi di vere e proprie battaglie – a difesa dei lavoratori, dei pensionati, dei precari, dei cassintegrati.

  • Mi sono battuto, in Commissione Lavoro e in Aula, per garantire con proposte e provvedimenti di legge una copertura previdenziale alle decine di migliaia di lavoratori (fra di essi i cosiddetti esodati) che, a causa della riforma Fornero, rischiavano (e in buon numero ancora rischiano) di restare senza lavoro, senza ammortizzatori sociali e senza pensione.
  • Sono stato promotore di iniziative legislative e parlamentari per sbloccare la situazione degli oltre 70mila vincitori di concorso pubblico, per lo più giovani, che non hanno ottenuto il posto di lavoro, conquistato con merito e fatica, a causa delle politiche restrittive per le assunzioni nella pubblica amministrazione.
  • In materia previdenziale, contro le rigidità introdotte dai governi Berlusconi e Monti, ho proposto un disegno di legge per introdurre una scelta flessibile nell’uscita dal lavoro verso la pensione. Sono fautore dellanecessità di un’azione di revisione, nel segno di una maggiore equità, della riforma Fornero.
  • Sono promotore di un “Pacchetto giovani” finalizzato alla riduzione della precarietà del lavoro attraverso agevolazioni per la conversione dei rapporti di collaborazione a tempo determinato in contratti di lavoro stabili, alla promozione dell’auto imprenditorialità giovanile (e femminile), alla regolamentazione del tirocinio formativo, dello stage e della pratica professionale (anche mettendo fine alla loro gratuità) e alla costruzione – anche attraverso un’effettiva totalizzazione contributiva – di una futura, dignitosa, rendita pensionistica.
  • Sono estensore di uno Statuto dei lavori autonomi avente come punticardinela semplificazione per l’avvio dell’attività, l’agevolazione fiscale per i giovani fino a 35 anni e i disoccupati di lunga durata, la promozione di servizi pubblici di consulenza e la tutela del reddito in situazioni di crisi e di inoccupazione.
  • Mi sono battuto (con successo) perché venisse finalmente portata a conclusione la vicenda dell’anticipazione dell’età del pensionamento per i lavoratori impiegati in lavori usuranti.

Iniziative e proposte con un solo obiettivo e un denominatore comune: favorire l’occupazione, difendere e promuovere la dignità e la qualità del lavoro.

E’ da qui che vi chiedo la fiducia per ripartire.

Cesare Damiano


Crisi: il Governo ha abbandonato la lotta alla precarietà

Alle canne da pesca del ministro Sacconi hanno finora abboccato pochi pesci. Sarebbe intellettualmente onesto ammettere che le misure predisposte dal governo per tutelare dalla disoccupazione, soprattutto i giovani, non hanno prodotto sin qui risultati apprezzabili: un assegno di disoccupazione, pari al 20% dell’ultima retribuzione, e’ un supporto assai modesto. Gli stessi dati del Ministero del lavoro dicono che le domande sono state in tutto 1800, mentre si stima che a perdere il lavoro flessibile siano stati nel solo 2008 circa 400.000 giovani. Di fronte a questo non si puo’ sbrigativamente affermare che, in fondo, se pochi chiedono le tutele vuol dire che il problema non esiste. In realta’ accedere a quelle tutele e’ per i giovani una missione impossibile, a causa di requisiti di accesso cosi’burocratici, complessi e rigidi da riuscire a scoraggiare qualsiasi volenteroso tentativo. Su un punto concordiamo con il ministro: la crisi dara’ frustate ai giovani, non salutari ma dolorose, perche’ il loro futuro e’ segnato da una politica del governo che ha abbandonato la lotta contra la precarietà e gli incentivi per la stabilizzazione al lavoro.


Precari a casa. Con la finanziaria del governo

brunetta

Le scelte politiche non sono neutrali, hanno le loro concrete e drammatiche conseguenze. Lo sa il ministro Brunetta che a Roma l’eventuale approvazione della prossima Legge Finanziaria, segnatamente l’Art. 37-bis, avrebbe degli effetti immediati e drammatici su 450 lavoratrici e lavoratori, che dopo anni di lavoro precario per l’amministrazione capitolina vedrebbero svanire la possibilita’ di essere stabilizzati? Queste lavoratrici e lavoratori da anni garantiscono l’erogazione di servizi essenziali alla cittadinanza, come ad esempio l’assistenza sociale alle fasce piu’ deboli della popolazione.

E’ doveroso per noi, e dovrebbe esserlo per gli amministratori locali che hanno la responsabilita’ della qualita’ e del funzionamento dei servizi del Comune di Roma, sostenere la battaglia per la stabilizzazione di questo personale. Cosa ne pensa il sindaco Alemanno? L’esempio di Roma puo’ essere moltiplicato per gli 8.000 comuni d’Italia. In un momento di crisi grave come l’attuale le scelte del governo aggiungono nuova disoccupazione, mentre, a livello globale la politica si interroga sul modo migliore di fermare la recessione e tutelare l’occupazione.


Una carovana per il lavoro sicuro

 

Sull’Unità di oggi, domenica 24 agosto,  presento insieme a  Giuseppe Giulietti l’iniziativa “Una carovana per il lavoro sicuro” per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della sicurezza sul lavoro.

 

“Nelle aziende, ogni giorno, avvengono incidenti e   infortuni mortali e il lavoro provoca malattie professionali. Nel 2006, secondo i dati dell’INAIL, sono morte sul lavoro 1341 persone. Nel 2007   ne sono morte 1210, con una diminuzione di quasi il 10%. Continua a leggere