La vicenda della Fiat di Pomigliano testimonia la necessità di regolamentare il tema della rappresentanza e della rappresentatività del sindacato.
La via giudiziaria interviene di fronte a carenze legislative o alla difficile esigibilità degli accordi tra le parti sociali, ma non è la soluzione del problema.
Sarebbe preferibile un intervento legislativo. Ad esempio, a correzione dell’art. 19 dello Statuto dei lavoratori, compromesso dall’esito parzialmente abrogativo del referendum del 1995, al fine di ripristinare la formula originaria che consentiva a tutte le organizzazioni sindacali, nazionalmente rappresentative, di avere la piena agibilità nei luoghi di lavoro. Ma, ancor meglio sarebbe definire un nuovo accordo di regolazione della rappresentanza nei luoghi di lavoro che venga stipulato unitariamente dalle organizzazioni sindacali che hanno la forza, la competenza e l’autorevolezza per risolvere questi problemi. Del resto, l’accordo interconfederale sottoscritto nel giugno del 2011 da Cgil Cisl e Uil e Confindustria su materie sindacali delicate e dirimenti (rappresentatività, livelli contrattuali, relazioni industriali, ecc) è la testimonianza della possibilità di conseguire un positivo risultato.





