INDESIT AUSPICO TAVOLO CON GOVERNO, NO PERDITA POSTI

 Oggi a Fabriano si e’ svolta un’importante manifestazione unitaria dei sindacati e dei lavoratori della Indesit. Un’azienda italiana che negli anni e’ riuscita ad affermarsi in tutto il mondo grazie al lavoro di decine di migliaia di lavoratori e alla qualita’ dei suoi prodotti. In piazza stamani c’erano anche le istituzioni del territorio (il Sindaco, il Presidente della Regione e il Vescovo della citta’) in segno di solidarieta’ verso le maestranze”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della commissione Lavoro della Camera. “La preoccupazione e’ per il piano industriale dell’azienda (anche se la Indesit smentisce di voler fare licenziamenti) che pianifica, a dire dei sindacati, una forte riduzione degli addetti nel nostro paese, un taglio di 1425 posti di lavoro. E’ una notizia che desta preoccupazione. Non possiamo permetterci- sottolibea- che la crisi ridimensioni o faccia scomparire aziende o settori di lavoro importanti per il nostro paese, come quello degli elettrodomestici. E’ di buono auspico la notizia che il prossimo 16 luglio ci sara’ un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico, ed auspico che si apra un tavolo con la presenza del governo per scongiurare ogni eventuale perdita di posti di lavoro e si rafforzi il percorso di rilancio dell’industria italiana


EXPO2015: FLESSIBILITÀ SOLO SE CONDIVISE CON PARTI SOCIALI

 Nessuno nega il fatto che l’Expo 2015 rappresenti un’opportunita’ per la crescita del paese e, quindi, dell’occupazione. Questi grandi eventi internazionali hanno da sempre rappresentato una leva importante per il traino dell’economia. Non vorremmo, pero’, che questa opportunita’ diventasse l’occasione per moltiplicare su tutto il territorio nazionale una flessibilita’ senza regole”. Lo afferma in una nota Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera. “Il decreto lavoro presentato dal governo, gia’ contiene numerose innovazioni sul tema dell’ingresso nel mercato del lavoro che hanno l’obiettivo di correggere le storture pi u’ evidenti della riforma Fornero e di rendere piu’ elastico il sistema – aggiunge -. Se si vuole utilizzare l’Expo per individuare una nuova normativa flessibile sul mercato del lavoro, essa deve essere il frutto di un confronto immediato e preventivo di tutte le parti sociali e deve possibilmente sfociare in un ‘avviso comune’. La traduzione in proposta di legge di una eventuale normativa pu o’ essere valutata anche successivamente all’approvazione del decreto lavoro. Quello che conta e’ avere, in tempi ravvicinati, una soluzione condivisa dalle parti sociali, anche al fine di preservare, su materie cosi’ delicate, il giusto grado di autonomia delle associazioni sindacali. E’ importante, al fine di raggiungere questo obiettivo, utilizzare le intese realizzate localmente dalle parti sociali, che stanno da tempo lavorando ad intese di carattere concertativo


TAGLIO DEL CUNEO FISCALE E CONCERTAZIONE

 E’ importante il piano d’attacco complessivo sull’occupazione annunciato oggi da Enrico Letta alla Camera, non riguardera’ soltanto i giovani. La seconda fase annunciata per l’autunno, per essere realmente efficace, dovra’ avere come perno fondamentale la riduzione del costo del lavoro per l’attuale platea degli occupati a tempo indeterminato”. Lo dichiara il presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano, proseguendo: “Il premier ha anche annunciato l’intenzione di aprire, su questo punto, un confronto con le parti sociali. La strada della concertazione e del dialogo e’ sicuramente quella giusta: quella stessa che abbiamo richiesto per quanto riguarda un’eventuale legislazione aggiuntiva, temporanea e reversibile, sulla flessibilita’ del mercato del lavoro collegata all’Expo 2015. In questo caso, un avviso comune preventivo delle parti sociali potrebbe essere recepito da una legislazione di sostegno. E’ chiaro che un intervento strutturale per diminuire il costo del lavoro richiede risorse significative. Per questo- continua- riteniamo che il governo debba svolgere una regia oculata sulle risorse complessivamente disponibili. Tutti i capitoli di riforma debbono essere finanziati in modo adeguato ed equilibrato: non dobbiamo fermarci, come accade in questi giorni, solamente ai temi dell’Imu e dell’iva, ma considerare inderogabile un intervento anche sul cuneo fiscale e sulle pensioni, in occasione della legge di Stabilita’”, conclude l’ex ministro


Fiat: serve accordo su rappresentanza sindacale

La vicenda della Fiat di Pomigliano testimonia la necessità di regolamentare il tema della rappresentanza e della rappresentatività del sindacato.
La via giudiziaria interviene di fronte a carenze legislative o alla difficile esigibilità degli accordi tra le parti sociali, ma non è la soluzione del problema.
Sarebbe preferibile un intervento legislativo. Ad esempio, a correzione dell’art. 19 dello Statuto dei lavoratori, compromesso dall’esito parzialmente abrogativo del referendum del 1995, al fine di ripristinare la formula originaria che consentiva a tutte le organizzazioni sindacali, nazionalmente rappresentative, di avere la piena agibilità nei luoghi di lavoro. Ma, ancor meglio sarebbe definire un nuovo accordo di regolazione della rappresentanza nei luoghi di lavoro che venga stipulato unitariamente dalle organizzazioni sindacali che hanno la forza, la competenza e l’autorevolezza per risolvere questi problemi. Del resto, l’accordo interconfederale sottoscritto nel giugno del 2011 da Cgil Cisl e Uil e Confindustria su materie sindacali delicate e dirimenti (rappresentatività, livelli contrattuali, relazioni industriali, ecc) è la testimonianza della possibilità di conseguire un positivo risultato.


Governo: da Ue dati allarmanti, temi sociali siano priorità

Ancora pessimi risultati per l’Italia sui temi economici e sociali: la commissione europea ci consegna una fotografia che vede il nostro pese al primo posto per l’andamento negativo della produttività, per la crescita accelerata del tasso di disoccupazione e per il numero di famiglie in difficoltà. La situazione, come hanno ricordato le parti sociali nel confronto con Bersani, è arrivata vicina al collasso e rischia di essere socialmente ingovernabile nei prossimi mesi. Sono urgenti provvedimenti di sostegno all’economia reale, come il pagamento dei debiti della Pa verso le imprese e lo sblocco del patto di stabilità dei comuni per gli investimenti. Così come è necessario supportare l’occupazione e i redditi delle famiglie. Temi come quelli di un piano straordinario per l’occupazione dei giovani, del finanziamento della cassa integrazione in deroga per coprire tutto il 2013 e della soluzione del problema delle centinaia di migliaia di lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma Monti-Fornero, debbono essere una priorità per un’agenda di governo che abbia lo scopo di risolvere le questioni sociali più urgenti.


Governo: positivi incontri Bersani con parti sociali

Il positivo confronto di Bersani con le parti sociali dimostra che si può perseguire un obiettivo condiviso: dare un governo al paese per affrontare le emergenze economiche e sociali e per riformare la politica e le istituzioni. Pochi punti chiari da realizzare in tempi brevi evitando, in ogni caso, di andare a nuove elezioni politiche con l’attuale sistema elettorale. Un programma di governo che sappia cogliere il bisogno di sicurezza sociale, di stabilità e di trasparenza politica che i cittadini chiedono da tempo. In un momento così delicato non aiutano ‘le sparate’ di Berlusconi che propone improbabili soluzioni di governo.


Governo: molto importante apertura consultazioni a parti sociali

I dati della Confcommercio fotografano, ancora una volta, la grave emergenza sociale che sta attraversando il paese e sottolineano l’esigenza di un’azione di governo tempestiva e capace di fare scelte a sostegno delle imprese, dell’occupazione e per contrastare le nuove povertà. Per questo ci auguriamo che l’incarico a Bersani dia i suoi frutti e consegni un governo capace di agire tempestivamente sui problemi insoluti di natura politico-istituzionale ed economico-sociale. Su quest’ultimo terreno, per impedire che il paese sprofondi, a causa di scelte miopi che hanno fatto vincere in Europa la politica dell’austerità a senso unico, insistiamo sull’esigenza di rimettere in moto lo sviluppo con il pagamento dei debiti della Pa nei confronti delle imprese, con lo sblocco del patto di stabilità dei comuni e con la riduzione del cuneo fiscale per un piano straordinario di assunzione a tempo indeterminato dei giovani, degli over 45 e dei lavoratori in mobilità. Per far riprendere i consumi bisogna migliorare il potere d’acquisto delle famiglie: risolvendo il problema dei lavoratori rimasti senza reddito a causa della riforma della previdenza Monti-Fornero; sbloccando, da quest’anno, l’indicizzazione delle pensioni superiori a tre volte il minimo; rinnovando nuovamente i contratti della pubblica amministrazione e quelli dei settori privati alle loro scadenze naturali; utilizzando le risorse a disposizione degli accordi aziendali di produttività; rendendo universali gli ammortizzatori sociali. Per questi obiettivi è di grande significato la scelta di Bersani di aprire le consultazioni anche ai principali soggetti sociali.