Ovviamente e’ prioritario per il nostro Paese diminuire il costo del Lavoro e lo si puo’ fare in due modi: o diminuirlo per tutti gli occupati, circa 11 milioni di persone, con un costo enorme, oltre 5 miliardi l’anno. La seconda via e’ quella di applicare questa misura solo per le nuove assunzioni, quindi un numero decisamente inferiore, il governo parla di giovani sino a 30 ani, io dico arriviamo sino ai 34, perche’ c’e’ una fascia di persone ancora giovani che devono far fronte al rischi della precarieta’ o peggio disoccupazione, e la cifra puo’ esser indicativamente quella di 1 miliardo”. Lo dice Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera (Pd), a ‘Prima di tutto’, Radio 1. Pero’, prosehue, “il segnale va comunque dato: quando si assume una persona giovane o oltre i 50 anni, il costo del lavoro deve avere uno sconto a vantaggio dell’impresa. Se dovessimo utilizzare risorse dell’Europa, e’ possibile che vi siano delle condizioni affinche’ quelle risorse siano destinate al Mezzogiorno, ma in ogni caso dobbiamo far si’ che le risorse uilizzabili vengano anche dal fronte interno”. Sul possibile rinvio dell’aumento dell’Iva e sull’Imu, Damiano ha detto: “La coperta e’ corta, e non tutte le risorse sono sufficienti a effettuare tutte le operazioni previste: l’Iva, l’Imu, l’occupazione giovanile, gli interventi di correzione del sistema pensonistico; ecco allora che bisogna trovare delle soluzioni, e il rinvio dell’aumento dell’Iva puo’ essere una di queste in attesa di apportare riforme strutturali. Per quanta riguarda l’Imu sulla prima casa, io non sarei favorevole a toglierla completamente. Dobbiamo avere buon senso nel selezionare gli interventi da fare, quindi e’ giusto rimodulare la tassa del’Imu, toglierla per la prima casa ma facendo attenzione alla soglia di reddito e alla tipologia dell’abitazione: chi ha un reddito molto alto l’Imu sulla prima casa la puo’ e la deve pagare.





