Cesare Damiano: E’ stato un seminario di discussione sul futuro del riformismo e sulla costruzione della sinistra plurale. La nostra idea si basa sulla ‘Costituente delle idee’, che chiede, come abbiamo già fatto in un ordine del giorno presentato all’ultima direzione del partito, che il Pd faccia un congresso che parte dal basso, che privilegi i programmi e non i leader. In sostanza non vogliamo rispondere alla domanda ‘per chi voti’ ma alla domanda ‘quali sono le tue idee’.Non è una corrente, non sponsorizziamo nessun candidato, ci proponiamo di promuovere una discussione dentro il partito. Abbiamo 8 contenuti, che costituiscono il nostro profilo essenziale: essere riformisti, europei, antiliberisti, combattere l’antipolitica, assumere il tema dello sviluppo sostenibile, assumere la centralità del lavoro, promuovere un piano straordinario per l’occupazione dei giovani e essere contro il presidenzialismo.
Guglielmo Epifani: “Le primarie sono “fondamentali” per il Pd, purché restino uno “strumento” e non diventino un “fine” e a patto che non si prescinda dal “senso di appartenenza”. Il problema della contendibilità, o se volete dell’uso delle primarie, è fondamentale ma a una condizione: che resti uno strumento, non diventi un fine. Se il senso di appartenenza si allenta, la contendibilità diventa un fattore di disgregazione”.






