(ANSA) – BARI, 12 SET – La Puglia torna al centro del dibattito politico sindacale con Lecce che, dal 15 al 17 settembre, ospiterà per il secondo anno consecutivo le Giornate del Lavoro Cgil. L’iniziativa è stata presentata oggi nel Castello Svevo di Bari in una conferenza stampa alla presenza, tra gli altri, dei segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, di quello confederale, Nino Baseotto, e della Camera del Lavoro di Lecce, Valentina Fragassi. La kermesse, che si concluderà con l’intervista di Ferruccio De Bortoli al segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, vedrà alternarsi nelle tre giornate i ministri Andrea Orlando (Giustizia) e Giuliano Poletti (Lavoro), i presidenti di Commissione parlamentare Francesco Boccia, Rosi Bindi, Guglielmo Epifani e Cesare Damiano, i presidenti di Regione, Michele Emiliano (Puglia) ed Enrico Rossi (Toscana); i sindaci di Roma, Virginia Raggi, e Bari, Antonio Decaro, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, giornalisti, docenti universitari e lavoratori. “Con le Giornate del Lavoro proponiamo com’è nostra tradizione – ha sostenuto Baseotto – uno spazio di dibattito e confronto aperto. La scelta di Lecce e della Puglia è un segnale di attenzione al Mezzogiorno. Lo dimostra anche la riunione dell’assemblea generale, il massimo organismo dirigente della Cgil, che si riunirà a Lecce il 14 e 15 proprio sui temi del Mezzogiorno”. “Per noi è una grande opportunità – ha aggiunto Gesmundo – per lanciare dalla Puglia proposte che riguardano il Sud, per rilanciare la centralità del lavoro per uscire dalla crisi e dare risposte ai giovani. All’interno delle Giornate si siamo ritagliati degli spazi su temi specifici: dalla piattaforma programmatica all’uso dei fondi strutturali, dal caporalato, alle politiche giovanili”. “Ospitare le Giornate del Lavoro – ha sottolineato Fragassi – è motivo di orgoglio. Il Salento è un territorio che rappresenta in piccolo tutte le contraddizioni di un Paese, che ha un immenso patrimonio di beni culturali, paesaggistici e ambientali, e che dimostra di non essere ancora in grado di preservare e mettere a valore”.(ANSA).





