Italpress, Tg Lavoro&Welfare. Previdenza: si alza l’età pensionabile

Sull’online dell’Agenzia Italpress, l’edizione del 23 ottobre del Tg Lavoro&Welfare.

In questo numero: legge di Bilancio, lavori in corso; in Italia 2,2 milioni di famiglie in povertà assoluta; Intesa Sanpaolo, al via il progetto Academy4Future; parte “GenerAzione Talento”, lavoratori senior risorsa strategica.
 
 
 
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Global Welfare Summit

2a edizione | 23 ottobre 2025 | Villa Miani – Roma

Ore 14:30, Workshop: “La sanità integrativa nel quadro dell’evoluzione e della diffusione del Welfare contrattuale”.

In collaborazione con Intesa Sanpaolo Protezione.
La sanità integrativa in Italia garantisce tutele e prestazioni a oltre 16 milioni di cittadini e lavoratori. La sua crescente diffusione è strettamente legata all’evoluzione del welfare contrattuale, consolidata nei progressivi rinnovi dei CCNL. Questa trasformazione richiede una relazione virtuosa con il sistema socio-sanitario pubblico, fondata su proposte e riforme capaci di rafforzare il ruolo della sanità integrativa come Secondo Pilastro del Sistema Salute nazionale.

Intervengono:

  • Laura Ascione, Direttore Fondo MetaSalute;
  • Cesare Damiano, già Ministro del Lavoro, Presidente Associazione Lavoro&Welfare;
  • Agostino Di Maio, DG Assolavoro Confindustria;
  • Jorge Torre, Responsabile Contrattazione sociale e rapporto con il welfare contrattuale Cgil;
  • Alessandro Viale, Responsabile commerciale e sviluppo offerta persone Intesa Sanpaolo Protezione.

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Sicurezza, damiano: integrare Safety e Security sul lavoro

(9Colonne) Roma, 20 ott – Si è svolto oggi, a Roma, alla Camera dei Deputati, il Convegno “Il dovere di protezione. Safety e Security: la tutela dei lavoratori nei contesti di crisi” promosso dall’Associazione LavoroWelfare e da International SOS Foundation, moderato dal giornalista Roberto Arditti. A margine dei lavori, è stato presentato il volume “Il Dovere di Protezione” di Umberto Saccone, Senior Strategic Advisor di International SOS. Nel corso del convegno, al quale ha partecipato un panel di esperti del settore e di figure delle Istituzioni, è stata messa in evidenza la necessità di adeguare agli standard internazionali l’approccio legislativo e della cultura d’impresa in Italia, coniugando nel concetto di “Duty of Care” – dovere di protezione – due priorità. La Safety – la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e la Security. Quest’ultima comprende, da un lato la salvaguardia delle operazioni e delle infrastrutture delle imprese e, dall’altro, l’obbligo, sia morale che legale, di tutelare la sicurezza fisica e il benessere dei dipendenti e collaboratori, ovunque questi operino. È da sottolineare il fatto che, ogni anno 100mila lavoratori italiani operano all’estero per imprese del nostro Paese.
“Quando 17 anni fa, – ha dichiarato Cesare Damiano, presidente dell’Associazione LavoroWelfare ed ex-ministro del Lavoro del secondo Governo Prodi – abbiamo realizzato il Decreto 81, quello che viene chiamato ‘Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro’, avevamo creato le condizioni legislative perché questo approccio sistemico venisse adottato. Il tema della security vi era compreso, anche se non normato in modo definito. È perciò giusto – lo dico da padre di quel provvedimento – integrarlo e aggiornarlo affinché la Sicurezza in questo Paese – e nella proiezione delle nostre imprese nel mondo fisico e digitale – preveda per tutti una completa copertura sui piani della Safety e della Security”
“La frammentazione normativa attuale – ha commentato il professor Umberto Saccone, autore del volume “Il dovere di protezione” – richiede una visione olistica e un ‘governo della sicurezza’ unificato, capace di armonizzare i diversi livelli su cui si articola la materia. Per questo, occorre promuovere un linguaggio comune della sicurezza e avviare una riforma fondata su tre direttrici: integrare Safety e Security nel mondo del lavoro, attraverso l’aggiornamento del decreto 81, defiscalizzare gli oneri per la sicurezza aziendale e creare un forte partenariato pubblico-privato per sostenere questo processo.”
Alberto Pagani, studioso di intelligence e docente nel settore della sicurezza, ha messo in evidenza come nel settore del rischio, l’incertezza equivale al rischio. È facile cadere vittime di quel che viene definito ottimismo irrealistico finendo per sottovalutare la necessità di adottare misure adeguate come quelle richieste da un’autentica cultura della sicurezza. Questo causa, tra l’altro, che le imprese, ad eccezione delle più grandi, non si dotino di una figura dirigenziale specifica: il Security Manager.
Nicola Minasi, Capo dell’Unità di Crisi del Maeci, ha illustrato i servizi che l’Unità di Crisi mantiene a supporto degli italiani che vivono, lavorano, viaggiano all’estero in caso di eventi critici. La registrazione sui servizi dell’Unità di Crisi sui viaggi in corso da parte di questi concittadini, così come da parte delle imprese, è necessaria per avere un “database” aggiornato e reagire tempestivamente di fronte alle situazioni critiche. Gli strumenti dell’Unità di Crisi sono direttamente accessibili alle aziende e ai cittadini a titolo gratuito. La prevenzione e la gradualità sono principi fondamentali per una adeguata protezione.
Maria Cristina Urbano, presidente Assiv, Associazione Italiana Vigilanza e Servizi Fiduciari, ha sottolineato come l’Italia è matura per portare anche all’estero le attività e i servizi offerti dalle agenzie di sicurezza italiane. Questo perché la necessità di sicurezza è diventata transnazionale. L’impegno è tale da richiedere un intervento integrato pubblico-privato. Servono, dunque, nuove regole che permettano agli istituti di vigilanza italiani di operare all’estero. Questo anche perché la presenza di operatori stranieri nelle strutture italiane all’estero può creare un rischio sul piano dell’intelligence.
In Parlamento, da tre legislature, è incardinata una proposta di legge per autorizzare operatori italiani di sicurezza all’estero. Si tratta di una misura che avrebbe l’effetto ultimo di rafforzare la sicurezza nazionale.
Nicola Massimo Masciulli, Generale di Corpo d’Armata, Capo del Comando Interregionale “Ogaden” per il Sud dell’Arma dei Carabinieri, già Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero della difesa, ha presentato il Decreto Ministeriale della Difesa diretto ad armonizzare le previsioni del TU 81 alla specificità dei compiti e delle funzioni delle Forze Armate, in attività operative e addestrative.
Matteo Mauri, Vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni della Camera dei Deputati ha sottolineato quanto il “dovere di protezione” abbia un valore sociale, tanto nella tutela dei lavoratori quanto negli aspetti di security, in considerazione del fatto che le violazioni cyber danneggino le imprese quanto i loro dipendenti. Oltre al fatto che possono rappresentare un pericolo per la sicurezza nazionale.
La cybersicurezza richiede una forte collaborazione pubblico-privato. Va perciò costruito un sistema normativo che permetta una prevenzione quanto più efficace possibile. Ciò, recuperando i ritardi che indubbiamente danneggiano il Paese. In questo senso, l’on. Mauri ha depositato, insieme ad altri colleghi, un disegno di legge per il contrasto efficace agli attacchi ransomware. Una legge che include il divieto di pagamento dei riscatti per i soggetti nel Perimetro nazionale e della NIS2, che prevede poteri di intervento rafforzati e anche un fondo a sostegno delle aziende che, pur avendo implementato la security digitale, abbiano subito danni da tali tipi di attacchi.
Walter Rizzetto, Walter Rizzetto, Presidente Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, ha rilevato quanto uno dei temi più importanti sia la differenza tra le grandi imprese che possono garantirsi la sicurezza e quelle più piccole che faticano a farlo. Da questo punto di vista, la leva fiscale potrebbe essere di grande utilità. Da sostenere ancor più perché la sicurezza è un elemento di produttività, competitività e reputazione. Venendo al piano della difesa, Rizzetto ha ricordato che è importante la creazione della task force nazionale per la cybersicurezza annunciata dal ministro Guido Crosetto con una dotazione di personale di 1500 elementi.
Il dovere di protezione poggia, per il presidente della Commissione Lavoro, su un castello normativo del quale va condivisa la necessità di cambiamento. Per Rizzetto, una proposta da adottare tutti insieme, in modo trasversale, è lo sviluppo del partenariato pubblico-privato a pieno sostegno degli interessi nazionali.


Lavoro, Damiano “Applicare pienamente il decreto 81/08”

ROMA (ITALPRESS) – “Il messaggio di oggi è di applicare pienamente il decreto 81 del 2008, che prevede gli interventi di safety e security. Per safety intendiamo la tutela dell’integrità psicofisica dei lavoratori nei luoghi di lavoro e per security intendiamo la protezione dalle avversità: pirateria, sequestro o attacchi cibernetici. Il decreto lascia aperta una porta che andrebbe approfondita soprattutto in un momento nel quale l’incertezza a livello mondiale e gli elementi di insicurezza stanno crescendo”. Così Cesare Damiano, presidente dell’Associazione Lavoro&Welfare, che ha organizzato insieme a International SOS Foundation, un incontro sulla necessità di adeguare agli standard internazionali l’approccio alla sicurezza in Italia, coniugando i temi della safety – la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro – e quelli della security.

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LAVORO: DAMIANO “NECESSARIO INTEGRARE SAFETY E SECURITY”

ROMA (ITALPRESS) 20-Ott-25 – La necessità di adeguare agli standard internazionali l’approccio legislativo e della cultura d’impresa in Italia, coniugando nel concetto di “duty of care” – dovere di protezione – due priorità: la safety – la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e la security. Quest’ultima comprende, da un lato la salvaguardia delle operazioni e delle infrastrutture delle imprese e, dall’altro, l’obbligo, sia morale che legale, di tutelare la sicurezza fisica e il benessere dei dipendenti e collaboratori, ovunque questi operino.

Di questo si è parlato nel corso del convegno su “Il dovere di protezione. Safety e Security: la tutela dei lavoratori nei contesti di crisi”, promosso dall’Associazione Lavoro&Welfare e da International SOS Foundation, moderato dal giornalista Roberto Arditti alla Camera. “Quando 17 anni fa – ha dichiarato Cesare Damiano, presidente dell’Associazione Lavoro&Welfare ed ex-ministro del Lavoro – abbiamo realizzato il Decreto 81, quello che viene chiamato ‘Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro’, avevamo creato le condizioni legislative perché questo approccio sistemico venisse adottato”.

“Il tema della security vi era compreso, anche se non normato in modo definito. È perciò giusto integrarlo e aggiornarlo affinché la sicurezza in questo Paese – e nella proiezione delle nostre imprese nel mondo fisico e digitale – preveda per tutti una completa copertura sui piani della safety e della security”, ha aggiunto. Matteo Mauri, vicepresidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, ha sottolineato quanto il “dovere di protezione” abbia un valore sociale, tanto nella tutela dei lavoratori quanto negli aspetti di security, in considerazione del fatto che le violazioni cyber danneggino le imprese quanto i loro dipendenti. Oltre al fatto che possono rappresentare un pericolo per la sicurezza nazionale. Alberto Pagani, studioso di intelligence e docente nel settore della sicurezza, ha messo in evidenza come nel settore del rischio, l’incertezza equivale al rischio, mentre Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro della Camera, ha rilevato quanto uno dei temi più importanti sia la differenza tra le grandi imprese che possono garantirsi la sicurezza e quelle più piccole che faticano a farlo.
A margine dei lavori, è stato presentato il volume “Il dovere di protezione” di Umberto Saccone, senior strategic advisor di International SOS. “La frammentazione normativa attuale – ha commentato – richiede una visione olistica e un ‘governo della sicurezza’ unificato, capace di armonizzare i diversi livelli su cui si articola la materia. Per questo, occorre promuovere un linguaggio comune della sicurezza e avviare una riforma fondata su tre direttrici: integrare safety e security nel mondo del lavoro, attraverso l’aggiornamento del decreto 81, defiscalizzare gli oneri per la sicurezza aziendale e creare un forte partenariato pubblico-privato per sostenere questo processo”. (ITALPRESS).


LAVORO: DAMIANO “APPLICARE PIENAMENTE IL DECRETO 81/08”

ROMA (ITALPRESS) 20-Ott-25 – “Il messaggio di oggi è di applicare pienamente il decreto 81 del 2008, che prevede gli interventi di Safety e Security. Per Safety intendiamo la tutela dell’integrità psicofisica dei lavoratori nei luoghi di lavoro e per Security intendiamo la protezione dalle avversità: pirateria, sequestro o attacchi cibernetici. Il decreto lascia aperta una porta che andrebbe approfondita soprattutto in un momento nel quale l’incertezza a livello mondiale e gli elementi di insicurezza stanno crescendo.” Così Cesare Damiano, presidente dell’Associazione Lavoro&Welfare, che ha organizzato insieme a International SOS Foundation, il Convegno “Il dovere di protezione. Safety e Security: la tutela di lavoratori e aziende nei contesti di crisi” sulla necessità di adeguare agli standard internazionali l’approccio alla sicurezza in Italia, coniugando i temi della Safety – la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro – e quelli della Security.
“L’intelligenza artificiale può avere delle ripercussioni negative, come ha detto l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, che possono essere l’invadenza della privacy e l’eccesso di controllo del lavoratore nell’espletamento delle sue mansioni. Ci sono però degli aspetti positivi nell’utilizzo di dispositivi che possono prevenire gli infortuni: il cantiere digitale, i microchip nei dispositivi di protezione individuale, le app che monitorano il lavoro delle squadre, i visori concordati con le organizzazioni sindacali per i punti critici della produzione”, ha aggiunto Damiano.
A margine dei lavori, è stato presentato il volume “Il dovere di protezione” di Umberto Saccone, Senior Strategic advisor di International SOS. “La frammentazione normativa attuale – ha commentato – richiede una visione olistica e un ‘governo della sicurezza’ unificato, capace di armonizzare i diversi livelli su cui si articola la materia. Per questo, occorre promuovere un linguaggio comune della sicurezza e avviare una riforma fondata su tre direttrici: integrare Safety e Security nel mondo del lavoro, attraverso l’aggiornamento del decreto 81, defiscalizzare gli oneri per la sicurezza aziendale e creare un forte partenariato pubblico-privato per sostenere questo processo”. (ITALPRESS)


20 ottobre, Camera dei deputati

 L’Associazione Lavoro&Welfare e International SOS Foundation, promuovono, il 20 ottobre a Roma, presso la Nuova Sala dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, la conferenza: “Il Dovere di Protezione. Safety e Security: la tutela di lavoratori e aziende nei contesti di crisi”. Stiamo completando il panel dei relatori che sarà arricchito nei prossimi giorni. Aggiornamenti a breve!

L’iniziativa, patrocinata da ASIS Italia e AIPSA, vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali, esponenti delle associazioni di categoria e di esperti del settore.
Ci confronteremo sulla necessità di superare l’attuale frammentazione normativa in ambito safety e security, proponendo una visione olistica e un approccio integrato, in risposta a un contesto globale sempre più instabile e interconnesso, caratterizzato da minacce in continua evoluzione per lavoratori e organizzazioni.