Sono contento che il ministro Sacconi pensi che si possano armonizzare le proposte del governo e dell’opposizione sugli ammortizzatori sociali. Questo significa che ci sara’ finalmente ascolto se si vuole arrivare ad una sintesi condivisa. Sinora, cosi’ non e’ stato.Le nostre proposte sono state respinte o bollate come illuministiche. Se vogliamo partire dal concreto proponiamo di adottare una prima misura condivisa dalle parti sociali che rappresentano il lavoro e l’impresa: il raddoppio della durata della cassa integrazione ordinaria che, se portata dagli attuali dodici mesi a ventiquattro, potrebbe coprire la durata prevedibile della crisi evitando qualsiasi licenziamento.
Per quanto riguarda la nostra proposta di assegno di disoccupazione mensile pari al 60% dell’ultima retribuzione,essa non vuole interferire con lo strumento della cassa integrazione, ma e’ indirizzato a quei lavoratori che non hanno tale protezione: ad esempio quei trecentomila lavoratori a progetto che hanno perso l’occupazione nel corso del 2008 e che oggi dispongono di una tutela del tutto inadeguata, pari al 20% della retribuzione. Queste due proposte del Partito Democratico possono rappresentare il terreno di una discussione comune, anche perche’ consentono di dare una risposta concerta e attesa dai lavoratori e dalle imprese.





