Il grido d’allarme che arriva dalle Regioni sul tema della cassa integrazione in deroga ci deve fortemente preoccupare perche’ e’ lo specchio di un’Italia ferita e in profonda difficolta’”. Lo afferma Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della camera dei Deputati, che spiega: “Dopo il decreto del governo che rifinanzia questo strumento, che e’ in via di approvazione al Parlamento, si rendera’ necessario un nuovo intervento significativo. Secondo le Regioni e come da tempo aveva gia’ anticipato il Partito Democratico, occorrera’ un’altra risorsa di circa 1 miliardo e 400 milioni di euro per arrivare a coprire l’intero 2013”. Questa situazione, secondo Damiano, “chiarisce, una volta per tutte, che non e’ sufficiente parlare di Imu e di Iva e pretendere, come fa il centro destra, che si destinino complessivamente otto miliardi di euro per risolvere solamente questi due problemi. Le risorse vanno preventivamente monitorate e saggiamente distribuite con un’accorta regia da parte del governo”. Conclude Damiano: “Per noi i temi che non debbono essere trascurati sono: la diminuzione strutturale del cuneo fiscale, la correzione del sistema pensionistico e il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, in attesa di una riforma complessiva dei criteri di erogazione degli ammortizzatori sociali
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Governo: abbia il lavoro come priorità
Serve un governo che abbia il lavoro come priorità. A consuntivo il 2012 rivela tutto il suo volto drammatico per quanto riguarda il mercato del lavoro: un milione di licenziamenti, un miliardo e 100 milioni di ore autorizzate di Cig, che corrispondono a più di 500mila lavoratori che potrebbero essere espulsi dal processo produttivo. Adesso si aggiungono gli ultimi dati dell’Istat a proposito dei cosiddetti ‘scoraggiati’: persone che hanno smesso di cercare una occupazione che toccano la cifra record di 1,6mln di persone. Il frutto amaro di politiche eccessivamente rigoriste e restrittive lo stiamo pagando caramente e il 2013 non sembra destinato ad invertire la rotta. Occorre una discontinuità con le politiche del recente passato: con il pagamento dei debiti della P.A. verso le imprese, si dà finalmente una scossa di liquidità all’economia. Bisogna proseguire con lo sblocco del patto di stabilità dei comuni per gli investimenti e pensare fin d’ora a trovare altre risorse per affrontare temi sociali non rinviabili: il rinvio della Tares a dicembre (costo presunto di circa 1mld di euro), il rifinanziamento della Cig in deroga che si esaurirà nel giugno di quest’anno (la stima e’ di circa 1mld di euro); il rifinanziamento del fondo per salvaguardare, oltre i 130mila lavoratori già salvati dalla riforma Fornero, tutti coloro che avranno il problema della mancanza di reddito almeno fino al 2015 (secondo le stime della Ragioneria almeno due-tre mld di euro). Una azione politica coerente non può solo evocare i problemi, ma deve da subito individuare le soluzioni a partire dalle coperture finanziarie. Per questo serve un governo in grado di assicurare un vero cambiamento e che non sia ostaggio di continue trattative come avverrebbe nel caso di un governissimo: ipotesi ovviamente da scongiurare.
Finanziaria: è una follia il tetto alla CIG per gli extracomunitari
La proposta della Lega di fissare un tetto massimo di sei mesi di Cassa Integrazione nel 2010 per i lavoratori residenti non cittadini italiani e’ semplicemente una follia. In questo modo non solo si colpiscono i lavoratori oggettivamente piu’ deboli ma si crea una condizione di rottura del rapporto di lavoro che spingera’ inevitabilmente queste persone nel vicolo cieco della clandestinita’ e del lavoro nero. Politiche di questo genere sono profondamente discriminatorie e non aiutano le stesse imprese ed i lavoratori del Nord, che si finge demagogicamente di volere tutelare, a risolvere i gravi problemi che derivano dalla crisi. Infatti, un numero crescente di lavoratori al nero avra’ come semplice risultato quello di produrre un dumping sociale nei confronti dei lavoratori regolarmente assunti che vedranno messo in pericolo il loro lavoro e una concorrenza sleale verso le imprese trasparenti da parte di imprenditori senza scrupoli
Tremonti passi ai fatti a partire dalla CIG
Per ora da Tremonti solo parole: attendiamo fatti concreti. Ci fa piacere che il ministro dell’Economia affermi che ci sono ‘risorse inimmaginabili’ per gli ammortizzatori sociali, se e’ cosi’ e non si tratta solo di parole, allora metta mano al portafoglio e provveda a varare una legislazione adeguata e rassicurante’. Ad esempio non si capisce perche’ il governo si ostini a non portare la durata della cassa integrazione ordinaria da 12 a 24 mesi, in modo tale da consentire la gestione delle crisi senza la preoccupazione di mobilita’ e licenziamenti. Al tempo stesso se la formula non lasceremo indietro nessuno’ fosse veritiera, si tratta di garantire un assegno di disoccupazione uguale per tutti al 60% dell’ultima retribuzione e non soltanto al 20% come nel caso dei lavoratori a progetto che restano senza occupazione, provvedendo poi anche a coloro che sono sprovvisti di tutele.
Crisi: Esplode la CIG. Il governo fugge dalla responsabilità
L’esplosione della Cig a maggio, piu’ 609% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un piu’ 15,8% rispetto ad aprile, e’ la dimostrazione della portata della crisi e delle bugie di un governo che fugge dalle sue responsabilità.Quando il presidente del consiglio passa dal rassicurante spazio dei salotti televisivi amici a quello ben piu’ durodella realta’ il contrasto si fa evidente e doloroso. Nonostante lo strapotere mediatico di governo e maggioranza le persone si stanno cominciando ad accorgere dell’inganno di un governo che ha fatto poco o nulla per lavoratori e precari.
Crisi: il Governo porti a 24 mesi la CIG ordinaria
Sono contento che il ministro Sacconi pensi che si possano armonizzare le proposte del governo e dell’opposizione sugli ammortizzatori sociali. Questo significa che ci sara’ finalmente ascolto se si vuole arrivare ad una sintesi condivisa. Sinora, cosi’ non e’ stato.Le nostre proposte sono state respinte o bollate come illuministiche. Se vogliamo partire dal concreto proponiamo di adottare una prima misura condivisa dalle parti sociali che rappresentano il lavoro e l’impresa: il raddoppio della durata della cassa integrazione ordinaria che, se portata dagli attuali dodici mesi a ventiquattro, potrebbe coprire la durata prevedibile della crisi evitando qualsiasi licenziamento.
Per quanto riguarda la nostra proposta di assegno di disoccupazione mensile pari al 60% dell’ultima retribuzione,essa non vuole interferire con lo strumento della cassa integrazione, ma e’ indirizzato a quei lavoratori che non hanno tale protezione: ad esempio quei trecentomila lavoratori a progetto che hanno perso l’occupazione nel corso del 2008 e che oggi dispongono di una tutela del tutto inadeguata, pari al 20% della retribuzione. Queste due proposte del Partito Democratico possono rappresentare il terreno di una discussione comune, anche perche’ consentono di dare una risposta concerta e attesa dai lavoratori e dalle imprese.
Crisi: sui dati della CIG Sacconi distorce la realtà
Definire incoraggianti come fa il ministro Sacconi gli andamenti della cassa integrazione soltanto perche’ nel mese di aprile c’e’ un leggero rallentamento rispetto al mese precedente, senza considerare che su base annua la crescita e’
quasi del 900%, significa voler distorcere la realta’ a tutti i cost. Non e’ una buona azione di governo quella di darsi costantemente ragione. Inoltre, il minor ricorso alla cassa integrazione straordinaria da parte delle imprese conferma la scelta di privilegiare uno strumento quale la cig ordinaria che non implica l’esigenza di presentare piani di ristrutturazione e di impegnare risorse per i necessari investimenti.
Per questo, come Pd abbiamo chiesto ripetutamente di raddoppiare la durata della cig per consentirne l’utilizzo per tutto il periodo di prevedibile durata della crisi.





