Poste: ora il Governo riveda le politiche sui precari

pensionAncora una volta e’ la Corte Costituzionale a dichiarare illegittima una misura voluta dal governo. In questo caso, secondo fonti di stampa,  la famigerata ‘ammazza-precari’. E’ fin troppo facile per noi dire che l’avevamo sostenuto dall’inizio. Su questo tema, infatti, abbiamo condotto una forte opposizione. Il governo sulla questione dei precari delle Poste aveva creato un’ingiustificabile disparita’ di trattamento fra situazioni identiche. Disparita’ che si e’ poi estesa a tutti i precari che all’entrata in vigore della norma avevano un procedimento in corso con l’obiettivo della stabilizzazione. Ora l’arroganza e il dilettantismo dell’esecutivo sono stati bloccati. E’ indispensabile pero’ che il governo riconsideri nel complesso le sue politiche su questo tema.


L’ammazza precari sta producendo i suoi effetti negativi

sanprecarioA luglio, quando era stato approvato la cosiddetta norma “ammazza-precari” – che impedisce al giudice del lavoro di reintegrare un lavoratore vittima di violazioni contrattuali al suo posto con un contratto a tempo indeterminato – avevamo denunciato la pericolosità di questa norma, sui cui peraltro pesa l’ombra di incostuzionalità. Il Governo aveva proclamato che la norma riguardava pochi casi, praticamente tutti alle Poste. Niente di più falso. Alcune aziende stanno utilizzando la “ammazza-precari” per licenziare i lavoratori che sono in causa con esse oppure che attendono un nuovo grado di giudizio del processo di lavoro. Poiché la norma vale per i procedimenti in corso potrebbero essere tantissimi quei lavoratori già reintegrati in primo grado che ora si vedranno licenziati e persino costretti a restituire l’indennità risarcitoria ricevuta dopo il primo grado di giudizio, sottratte le sei mensilità previste ora come penale massima dalla legge. Questo uso spregiudicato della norma è stato fatto dall’azienda “Strada dei parchi” del gruppo Toto-Benetton– gestore dell’autostrada Roma-Teramo – che ha licenziato quattro lavoratori già reintegrati in primo grado dal giudice. Abbiamo presentato una interrogazione urgente e il Governo imbarazzato ha scelto una risposta formale e assolutamente senza sostanza. In attesa che la Corte si pronunci sulla costituzionalità della norma il Governo, a tutela dei lavoratori, utilizzi subito la sua moral suasion nei confronti di “Strada dei parchi” affinché ritiri i licenziamenti. Si trovino poi le forme affinché le altre aziende non utilizzino questa norma.

 

Comunicato degli on. Madia, Gatti, Damiano, Lolli (PD)