Poste: ora il Governo riveda le politiche sui precari

pensionAncora una volta e’ la Corte Costituzionale a dichiarare illegittima una misura voluta dal governo. In questo caso, secondo fonti di stampa,  la famigerata ‘ammazza-precari’. E’ fin troppo facile per noi dire che l’avevamo sostenuto dall’inizio. Su questo tema, infatti, abbiamo condotto una forte opposizione. Il governo sulla questione dei precari delle Poste aveva creato un’ingiustificabile disparita’ di trattamento fra situazioni identiche. Disparita’ che si e’ poi estesa a tutti i precari che all’entrata in vigore della norma avevano un procedimento in corso con l’obiettivo della stabilizzazione. Ora l’arroganza e il dilettantismo dell’esecutivo sono stati bloccati. E’ indispensabile pero’ che il governo riconsideri nel complesso le sue politiche su questo tema.


Lavoro: il governo fermi la gara d’appalto alle poste

Vorrei chiedere al ministro Tremonti come sia possibile che Poste Italiane, di cui il dicastero del tesoro detiene il 65% delle azioni, possa indire una gara d’appalto al massimo ribasso per servizi di call center, con una base d’asta il cui valore e’ gia’ in partenza incompatibile con i costi di una persona assunta applicando un regolare contratto nazionale di categoria.
Chiediamo al ministro di fermare questa gara d’appalto e riteniamo che sia necessario un coinvolgimento anche del ministero del lavoro, che dovrebbe essere interessato al proseguimento di un cammino di crescita qualitativa del settore dei call center, gia’ intrapresa dal governo Prodi. Se si procede sulla strada individuata da Poste Italiane si costringerebbe l’azienda che dovesse aggiudicarsi la gara a non rispettare le regole contrattualmente previste.
Non e’ accettabile che aziende di proprieta’ pubblica diventino complici di una situazione che ripropone il tema dell’uso improprio dei contratti di lavoro o addirittura del lavoro nero favorendo un ritorno di instabilita’ occupazionale a carico delle giovani generazioni. Non si puo’ consentire che le aziende serie e trasparenti che applicano i contratti di lavoro vengano messe fuori gioco dagli appalti al massimo ribasso che, inevitabilmente, finirebbero con il privilegiare le aziende che operano sulla base di una concorrenza sleale. Ci associamo alla richiesta dei sindacati e delle aziende del settore e promuoveremo tutte le azioni politiche e parlamentari necessarie per denunciare questa situazione assurda ed insostenibile e per far cambiare le scelte di Poste Italiane.