I lavoratori invisibili che sono costretti a salire sui ponteggi o ad intraprendere lo sciopero della fame non sono frange estreme ma rappresentano il senso di solitudine e di abbandono di tante situazioni che vedono venir meno le certezze produttive e occupazionali e che stentano persino ad ottenere un tavolo di trattativa. Il governo, nella maggior parte dei casi assiste ma non interviene. Pensare che la nottata deve passare e che con qualche aggiustamento si risolva questa drammatica situazione di crisi e’ un grave errore di prospettiva. Purtroppo la crisi e’ di fronte a noi e i problemi occupazionali diventano ogni giorno piu’ drammatici.Il ministro Scajola nega che ci sara’ un autunno caldo, forse perche’ lo teme. Dovrebbe invece preoccuparsi dell’inverno freddo’ che attende molte famiglie italiane che a causa di cassa integrazione, mobilita’ e licenziamenti faranno fatica ad arrivare alla fine del mese. Le bollette, il riscaldamento e i mutui si devono comunque pagare, ma il governo continua a negare risorse per ammortizzatori sociali efficaci e per il miglioramento del potere d’acquisto delle retribuzioni e delle pensioni. E’ ora di intervenire.
Archivio tag: scajola
FIAT: il governo passi dalle parole ai fatti. Drammatica la crisi occupazionale
I casi della Cnh di Imola, con lo sciopero della fame di Guido Barbieri, e quello della Lasme di Mefli, dove 174 lavoratori sono stati messi in mobilita’, rappresentano uno dei volti della drammatica crisi occupazionale del prossimo autunno. A cosa serve affermare che ci sono ammortizzatori sociali per tutti se poi non vengono utilizzati per prevenire la disoccupazione? Il ministro Scajola intervenga convocando appositi tavoli di crisi per affrontare queste situazioni, senza ulteriori indugi. Non a caso il Pd continuia a insistere sulla necessita’ di raddoppiare la durata della cassa integrazione ordinaria e di affrontare la ripresa economica dando forza al potere d’acquisto delle famiglie Per raggiungere questo obiettivo, occorre concludere rapidamente i rinnovi dei contratti nazionali, rendere strutturali gli incentivi per la contrattazione decentrata, abbassare la pressione fiscale sui redditi medio-bassi e convocare un tavolo di concertazione con le organizzazioni sindacali dei pensionati per l’estensione della 14esima introdotta dal governo Prodi e una migliore indicizzazione delle pensioni al costo della vita. Dalle belle parole passiamo ai fatti.
FIAT: SCAJOLA CONVOCHI UN TAVOLO DI CONFRONTO
Ci auguriamo che l’annuncio fatto dal ministro Claudio Scajola di convocazione di un tavolo di confronto con Fiat e sindacati, trovi presto attuazione. Siamo gia’ in ritardo. Gli altri paesi coinvolti nella nuova alleanza del settore automobilistico, Stati Uniti e Germania, sono gia’ intervenuti e hanno posto precise condizioni a partire dalla salvaguardia occupazionale.E’ indispensabile che anche questo avvenga per l’Italia con il mantenimento della direzione strategica, della produzione, degli stabilimenti e dell’occupazione. Vorremmo che anche per il nostro paese venissero definitivamente smentite le voci di chiusura di stabilimenti. La nostra preoccupazione e’ alta perche’, nonostante il positivo indirizzo impresso dall’iniziativa della Fiat con i recenti accordi, la situazione di crisi del settore auto e’ rilevante e coinvolge l’indotto.
Il caso della minacciata chiusura dello stabilimento Saint Gobain di Savigliano in provincia di Cuneo che produce cristalli per il settore automobilistico, ne e’ la concreta testimonianza.





